03 agosto 2020

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03.02.2020

Tra i dubbi di Fellini la “foto” di Vicenza

Giulietta Masina e Federico Fellini al cinema Palladio ARCHIVIO IL MONDO NUOVO - SOCIETÀ GENERALE  MUTUO SOCCORSOIl curatore della mostra Enrico Ladisa e Denis Lotti (a destra)
Giulietta Masina e Federico Fellini al cinema Palladio ARCHIVIO IL MONDO NUOVO - SOCIETÀ GENERALE MUTUO SOCCORSOIl curatore della mostra Enrico Ladisa e Denis Lotti (a destra)

Enzo Pancera VICENZA L’omaggio a Fellini nel centenario della nascita, di Odeon L@b & Cineteca di Bologna, continua con la mostra fotografica Fellini, 1954, Vicenza accessibile nel foyer e nella sala del cinema Odeon fino al 31 marzo (ingresso libero). All’inaugurazione il curatore, Enrico Ladisa, ricorda che le foto, tratte dall’Archivio Fotografico Gastone Schiavotto e concesse dalla famiglia Valmarana, si riferiscono alla venuta a Vicenza, il 18 novembre 1954, di Fellini con la moglie Giulietta Masina per la prima cittadina de La strada, Leone d’argento a Venezia e nel ‘57 Oscar-film straniero. La coppia era stata invitata dal Circolo “Il Mondo Nuovo”. L’espressione indica un antenato 700sco del cinema, uno scatolone di legno con manovella: il singolo chi ci guarda dentro vede belle immagini magari esotiche. Il giocattolo ottico si intuisce in un affresco di Giandomenico Tiepolo (1727-1804) nella foresteria di Villa Valmarana ai Nani. Più didascalico il Mondo Novo nell’omonimo quadro di Pietro Longhi (1701-1785) nella biblioteca veneziana Querini Stampalia. Il nome esprimeva anche le belle speranze postbelliche dei fondatori: il presidente Alberto Caldana giornalista-regista, Angelo e Paolo Valmarana (poi critico e produttore, sodale di Ermanno Olmi nella scuola bassanese Ipotesi Cinema), Licisco Magagnato, Neri Pozza, Fernando Bandini, Goffredo Parise, Gastone Schiavotto, per anni capo ufficio stampa della Mostra di Venezia, cofondatore del Festival del cinema di fantascienza a Trieste. Il Circolo sarà il bastione del cinema laico contrapposto, nella reciproca stima, al coetaneo Cineforum cattolico. La mostra è preziosa per rivivere quel clima cittadino. La strada è ospitato nel prestigioso, e affittato, cinema Palladio restaurato dai danni di guerra. Il pubblico, orfano dei teatri bombardati, partecipa con abiti acconci: in lungo con pelliccia le signore, in abito scuro e cravatta argentata i signori. Alberto Caldana veglia sulla coppia ospite che nei giorni successivi scarrozza ai Castelli di Montecchio e in quello “di Giulietta” (of course) si pranza: il conto, fotografato, è a carico del conte di Valmarana. Avviata la mostra Denis Lotti, docente di cinema all’Università di Padova, introduce la proiezione in Sala Lampertico del mediometraggio felliniano Toby Dammit, con la conferenza La cineteca di Trimalcione. Da Fellini a Petronio e ritorno. L’impressione che si applichi la prima regola accademica (prenderla alla larga) è smentita dalla documentata constatazione che Fellini, già toccato ne La dolce vita dal tema della decadenza, privata e collettiva, l’ha costantemente acutizzato trovando un’affinità con l’opera di Petronio Arbitro portata liberamente sullo schermo in Fellini-Satyricon (‘69). Precede (‘68) Toby Dammit, episodio che in Tre passi nel delirio si unisce a quelli di Malle e Vadim nella derivazione da racconti di Edgard Allan Poe. Protagonista un attore inglese (Terence Stamp) ospite della Roma cinematografara – esterofila, cinica, spettrale – incupito dal vuoto interiore annegato nell’alcol e attratto da una folle corsa notturna su Ferrari decapottabile che lo decapita. Il regista coltiva un rovello che scandalizza la critica ideologica-neorealista-realista di Guido Aristarco che, guarda caso, stampava la rivista Cinema Nuovo presso La Scuola di Arzignano, uno degli investimenti culturali di Antonio Pellizzari imprenditore illuminato. Fellini non dà giudizi, non spiega. Raffigura il disagio in immagini che variano un apparato ricorrente di simboli. Usa caricatura, avanspettacolo, circo e riminiscenze colte maneggiate senza timore reverenziale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo Pancera
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