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22.04.2016

Il lavoro va sul grande schermo

Una scena del film “Colpa di comunismo”, 2015, regia	di Elisabetta Sgarbi
Una scena del film “Colpa di comunismo”, 2015, regia di Elisabetta Sgarbi

Enzo Pancera

VICENZA

C'è argomento, nel bene e nel male, più attuale del lavoro? Non pare. Ma solo un gruppo di preparati e determinati operatori vicentini nel campo dell'immagine e della comunicazione ha pensato di dedicare all'argomento una rassegna cinematografica: Working Title Film Festival al Cinema Teatro Primavera (via Ozanam 11) dal 27 al Primo Maggio che resta la Festa del Lavoro. L'iniziativa è stata presentata agli Zavattieri in Basilica Palladiana, alla presenza del vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci, che ha chiarito l'apprezzamento del Comune: i tempi del debutto hanno impedito un sostegno concreto ma il discorso si riaprirà l'anno prossimo. Un impegno "firmato" dell'Amministrazione.

Marina Resta, direttrice artistica del festival, ha illustrato le articolazioni dell'evento. L'antipasto è oggi da Exworks (ospiti di Zerogloss, strada Pasubio 106/G) con l'inaugurazione della mostra fotografica “Tempo è lavoro” curata da Steve Bisson (Urbanautica) con scatti dedicati al Nordest di Arena, Cincipirini, Orsenigo, Wilson. Mostra visibile, accesso libero, fino al 7 maggio (da martedì a sabato 10-12.30; 15.30-19.30).

L'aperitivo, in senso letterale, è il 26 alle 19 (su invito) a Unione Collector (viale S. Agostino 470), con videoinstallazioni e live set musicale di LSKA.

La rassegna dei film e web-series si dipana da mercoledì 27 a domenica 1 maggio sempre al Cinema Teatro Primavera (€ 5 per la proiezione singola). Quest'anno non ci sono film assolutamente nuovi, ma abbondano le prime per Vicenza e il Veneto e le opere di spessore che non trovano distribuzione. È sempre un gran bel valore aggiunto la presenza di molti autori (vedi il programma a lato). Attirano l'occhio fin dall'inizio “La legge di mercato” di Stephane Brizè che a Cannes 2015 ha procurato la Palma d'oro al protagonista Vincent Lindon e “Il gesto delle mani” di Francesco Clerici che documenta il connubio tra sapienza tecnica e felicità creativa per la fusione il bronzo di una statua di Velasaco Vitali nella milanese Fonderia Battaglia. La compenetrazione arte-artigianato è anche il centro di “Atelier Colla” che immette in una secolare bottega produttrice di marionette. Si deve segnalare ”Colpa del comunismo”, notevole ritratto di immigrate rumene in Italia proiettato il 29 (21.30) alla presenza dell'autrice Elisabetta Sgarbi ben nota per l'attività editoriale (Bompiani e ora La nave di Teseo, condivisa in limine e intensamente da Umberto Eco) ma anche assidua presenza come filmaker alla Mostra di Venezia.

Per chi l'avesse mancato un anno fa è da non perdere “L'acqua calda e l'acqua fredda” di Marina Resta e Giulio Todescan, inventori del Festival, che riguarda anche le vicentine Acciaierie Valbruna.

Molto interessanti i Matinée del 29 e 30, dedicati alle scuole, come le ulteriori iniziative collaterali: la tavola rotonda il Primo Maggio dei freelance (partite iva, lavoratori dello spettacolo…) al Polo Giovani in contrà Barche 55, il 28 alle 18, e ad Exworks (il 30 alle 18) “I ritornati” di Jonathan Zenti (presente in loco), audiodocumentario secondo una formula nota ai sintonizzati serali di Radio Rai 3.

Il Working Title Film Festival si regge su sponsorizzazioni e sulla raccolta collettiva di fondi che durerà fino al 25 aprile.

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