04 agosto 2020

Spettacoli

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03.10.2019

Il lavoro per svincolarsi dal dominio maschilista

“Time to Change” di Maryam Rahimi è il cortometraggio che aprirà la giornata odierna all’0deon“El des-bloque socialista” è diretto dal venezuelano Jeissy Trompiz
“Time to Change” di Maryam Rahimi è il cortometraggio che aprirà la giornata odierna all’0deon“El des-bloque socialista” è diretto dal venezuelano Jeissy Trompiz

Enzo Pancera VICENZA Terza giornata al Working Title Film Festival. In passerella 4 corti e 2 lunghi. Due fasce orarie (19 e 21.30, 5 euro per ciascuna fascia) in Sala Lampertico dell’Odeon. Alle 19 Time to Change (Tempo di cambiare, Iran, 2018, 15’) di Maryam Rahimi, 45enne regista e scrittrice iraniana anche cittadina italiana, non dimentica della terra d’origine (in maggio vi è stata fermata con ritiro del passaporto). Rahimi si è fatta “suggerire” da 19 donne persiane di diversa estrazione la vicenda delle 4 protagoniste che devono adattarsi alla supremazia maschile ma puntano al cambiamento col lavoro e l’indipendenza economica. Segue Wir träumten vom Früling (La mia primavera russa, Germania/Russia, 2018, 78’) di Xenia Sigalova nata 39 anni fa a Voronež e trapiantata a Monaco di Baviera. Si torna al 1991, ultima estate trascorsa sul Mar Nero con tre amici, l’estate in cui frana il regime comunista. Con home movie in b/n, citazioni anche arrangiate de Il lago dei cigni, interviste odierne agli amici, telefonate a mamma e significativi spazi urbani, oggetti feticcio e ambiti lavorativi si dà spazio a domande nella sospensione tra culture e paesi diversi. Alle 21.30 Il giardino (Italia/Germania, 2018, 21’) della 34enne Francesca Bertin (da Castelfranco ad Amburgo) che si occupa della tribolata costruzione vissuta da silenziosi operai della nostra superstrada Pedemontana, trincea (in molte accezioni) che lambisce un giardino. Si prosegue con Am cu ce (Tutto il mio orgoglio, Germania, 2019, 19’) in cui un piccolo imprenditore rumeno dei trasporti dota il nipote di doppia patente per svicolare dal limite di tempo alla guida. Quando si sfiora la tragedia s’inizia a ragionare. Brevissimo El des-bloque socialista (Autunno del blocco socialista, Cuba/Venezuela/Spagna, 2019, 5’) ma bastante al venezuelano Jeissy Trompiz per raccontare, a 30 anni dalla caduta del Muro, il trauma di un operaio cubano formato in Cecoslovacchia e tornato in patria quando quel mondo si dissolve. Si chiude con Nimble Fingers (Agili dita, Italia/Vietnam, 2017, 52’) del 34enne Parsifal Reparato, napoletano filmaker-antropologo-giornalista. Al seguito della giovane Bay siamo immersi nella realtà quotidiana fatta di risorse ridotte, pulizia personale meticolosa e molto lavoro (sintetizzato da animazioni) fino al sorgere della domanda: non sarà il caso che il mondo torni a garantire alcuni diritti? • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo Pancera
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