13 agosto 2020

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26.01.2020 Tags: Cinema

Giovinezza addio ma I vitelloni di Fellini “ruggiscono” sempre

Il regista e la moglie ospiti de “Il mondo nuovo” il 18 novembre del 1954 ARCHIVIO D. LOTTI - FONDO G. SCHIAVOTTOFellini e Masina al cinema Palladio il 18 novembre 1954 per l'anteprima cittadina del film La strada. ARCHIVIO LOTTI, FONDO "GASTONE SCHIAVOTTO"
Il regista e la moglie ospiti de “Il mondo nuovo” il 18 novembre del 1954 ARCHIVIO D. LOTTI - FONDO G. SCHIAVOTTOFellini e Masina al cinema Palladio il 18 novembre 1954 per l'anteprima cittadina del film La strada. ARCHIVIO LOTTI, FONDO "GASTONE SCHIAVOTTO"

VICENZA Federico Fellini... torna domani al cinema Odeon, dove si proietta (alle 18 e alle 20.30; € 6,50, ridotti 5,50) “I vitelloni“ (Italia, 1953, 107’). È il secondo appuntamento della personale di Federico Fellini a 100 anni dalla nascita, organizzata il collaborazione con la Cineteca di Bologna, ed anche la seconda regia del regista, cosceneggiatore con Ennio Flaiano e Tullio Pinelli. I “vitelloni” del titolo sono 5 giovanotti ancora nella bambagia famigliare, intorpiditi negli ozi invernali d’una cittadina balneare: Rimini, in realtà ricreata tra Roma, Viterbo, Ostia. Tutti covano aspirazioni ma rifuggono il lavoro. Il critico Tatti Sanguineti, prendendosi avanti, dice che “I vitelloni” nel 3000 sarà “ancora più bello, eternato nei suoi motivi più immortali: la fine dell’adolescenza, l’addio alla giovinezza e alla vita di provincia”. Il film fa emergere, costante della filmografia felliniana, l’asse Roma-Rimini sempre in vario modo reinventate con tanti saluti per i canoni neorealisti. I vitelloni sono interpretati da Franco Fabrizi tombeur des femmes, l’aspirante scrittore Leopoldo Trieste, il canterino Riccardo Fellini fratello di Federico, lo sfrontato Alberto Sordi e l’autobiografico Franco Interlenghi, l’unico a fuggire nella metropoli. Salvo che il ragazzino che incontra in stazione nell’addio commovente, se ne torna verso Rimini in bilico sul binario. In fondo anche il film, pur se privo di nostalgia e molto mediato dalla fantasia, è un ritorno che si attaglia alle contraddizioni dell’autore. Piena di curiosità la perlustrazione del cast. Quattro dei vitelloni, fa eccezione l’indolente Fabrizi, si sono dannati a diventare registi. Nei ruoli minori s’affollano Carlo Romano, Enrico Viarisio, Paola Borboni, allora assai famosi, e l’indimenticabile Achille Majeroni diventato celebre proprio con la caratterizzazione dell’attore-trombone. Tra i doppiatori figurano Nino Manfredi, Adolfo Geri, Rina Morelli. Una ballerina è Franca Gandolfi di lì a poco moglie di Domenico Modugno. Tra i ragazzotti in festa carnevalesca, non accreditato, il 19enne Lino Toffolo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.P.
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