13 agosto 2020

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19.01.2020 Tags: Cinema

Fellini fine mai: 100 anni celebrati con... amarcord

Federico Fellini con Marcello Mastroianni, suo attore di riferimentoIl Maestro e Anita Ekberg durante la lavorazione de La dolce vita La locandina che pubblicizza la rassegna-dedica all’Odeon
Federico Fellini con Marcello Mastroianni, suo attore di riferimentoIl Maestro e Anita Ekberg durante la lavorazione de La dolce vita La locandina che pubblicizza la rassegna-dedica all’Odeon

Enzo Pancera VICENZA Federico Fellini nasceva a Rimini il 20 gennaio 1920. A cent’anni esatti, domani, l’ultracentenario cinema Odeon celebra l’evento con una serie d’iniziative di Odeon L@b. 5 film del Maestro, 2 documentari, una conferenza con proiezione e una mostra fotografica. La personale (sempre di lunedì) ristabilisce il contatto diretto con l’autore. Il 20 gennaio (18; 20.30) si apre con Lo sceicco bianco (1952) la prima regia da solo. In precedenza come sceneggiatore (Roma città aperta, Paisà, Il cammino della speranza…) Fellini ha visto nascere il neorealismo ma ora va oltre, s’addentra negli spazi della fantasia e mette assieme miti e ricorrenze che torneranno nella sua opera. Il 27 gennaio (18; 20.30) I vitelloni (1953), il film della notorietà, ambientato nell’indolenza d’una città rivierasca (la sua Rimini) da cui bisogna rendersi autonomi. Il 17 febbraio (18; 21) La dolce vita (1960, Palma d’oro a Cannes) il film di cui parla tutto il mondo, generatore di icone (Anitona Ekberg nella fontana di Trevi), polemiche politico-religiose, mode, pettegolezzi. Il 24 febbraio ((18; 20.30) 8 ½ (1963) l’altro capolavoro interpretato da Mastroianni sulla situazione autobiografica (più che negli altri film?) di un regista in crisi, “perseguitato” dalle incombenze e dalle figure che lo circondano. Il 16 marzo (18; 20.30) Amarcord (1973), il ritorno al microcosmo del paese d’origine che si apre a ricettacolo di universali pulsioni e scadenze di vita. Inoltre venerdì 31 gennaio (18.30) in Sala Lampertico Denis Lotti, docente di cinema all’Università di Padova, tiene la conferenza La cineteca di Trimalcione. Da Fellini a Petronio e ritorno seguita dalla proiezione di Toby Dammit, contributo di Fellini a Tre passi nel delirio (1968) omaggio ad Edgar Allan Poe condiviso con Louis Malle e Roger Vadim. L’occasione coincide con la “vernice” della mostra Fellini, 1954, Vicenza (all’Odeon dall’1 febbraio al 31 marzo) con documenti inediti e fotografie della visita a Vicenza di Federico Fellini e Giulietta Masina per la presentazione de La strada, dal 18 al 20 novembre 1954, su invito del Circolo del Cinema Il Mondo Nuovo. È da ricordare che allora, e per 18 anni, il cavalier Gaetano Masina, babbo di Giulietta, per ragioni di lavoro abitava con la famiglia a Vicenza dov’era noto anche come violinista e liutaio. Si aggiungono infine 2 documentari. Venerdì 7 febbraio Che strano chiamarsi Federico (2013) ultimo film di Ettore Scola sulle comuni esperienze come vignettisti del Marc’Aurelio. Il 14 febbraio prima visione di Fellini fine mai (2019) che l’amico riminese e collaboratore Eugenio Cappuccio dedica, con preziose testimonianze d’archivio, all’opera di Fellini e in particolare ai 2 progetti incompiuti: il mitico Il viaggio di G. Mastorna e Viaggio a Tulum. La celebrazione-Odeon è preziosa perché tornare a Fellini è doveroso: osannato fino agli ’80 è stato amareggiato negli ultimi anni dall’impossibilità finanziaria di girare e, post mortem, non adeguatamente considerato. Ai film di Fellini si accede con biglietto € 6,50, ridotto 5,50; ai documentari in Sala Lampertico € 5,50, ridotto 4,50; alla conferenza con proiezione ingresso gratuito. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo Pancera
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