14 agosto 2020

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14.02.2020 Tags: Cinema

Arriva “Fellini Fine Mai” Un Maestro sorprendente

La locandina del film che oggi sarà proiettato all’OdeonEugenio Cappuccio, 59 anni, regista, già vice del Maestro
La locandina del film che oggi sarà proiettato all’OdeonEugenio Cappuccio, 59 anni, regista, già vice del Maestro

Enzo Pancera VICENZA Oltre a festeggiare nel modo migliore san Valentino, chi ama Fellini oggi può far tesoro di Fellini Fine Mai (Italia, 2019, 80’) del 59enne Eugenio Cappuccio, che si proietta all’Odeon (18.30, ingresso libero) in prima cittadina e nell’ambito della rassegna Fellini 100 organizzata da Odeon L@b-Cineteca di Bologna. Il documentario, candidato al David di Donatello (3 aprile p.v.), è stato visto alla Mostra di Venezia 2019, ed è frutto delle ricerche nelle Teche Rai, e altri archivi, e di autonome investigazioni di Eugenio Cappuccio, nato a Latina ma riminese negli anni giovanili in cui il padre è vicequestore della città e lui può conoscere il Maestro di cui sarà aiuto regista a partire da E la nave va (1983). Il film raggruppa importati interviste (alcune condotte da Sergio Zavoli): di Fellini, Giulietta Masina, Alberto Sordi, Sergio Rubini (galeotto il cognome in comune col personaggio di Mastroianni ne La dolce vita), Mario Sesti (coautore del soggetto), Gabriella Giorgelli, ecc. La peregrinazione sul set di film e spot pubblicitari, nel mitico Teatro 5 di Cinecittà, è un catalizzatore di dettagli gustosi, flash, ricordi. Da meditare le “confessioni” del regista sui primi passi come disegnatore, sulla connessione disegno-sogno-visionarietà, sulle sollecitazioni rielaborate (dal Corriere dei piccoli a Jung). Nella parte conclusiva le rivelazioni, per molti inaspettate, sui due film scritti, finanziati, preordinati e non realizzati. Su Il viaggio di G. Mastorna, che catapultava Mastroianni nell’al di là, si prende atto di una sospensione un po’ misteriosa (guai fisici, titubanza sull’argomento?). Su Viaggio a Tulum sono copiose le testimonianze, pur rimanendo aspetti molto strani. Il progetto è alimentato dalle suggestioni che Fellini traeva dalle opere dello “sciamanico” Carlos Castaneda e perseguito con un viaggio in Messico sotto la guida di “messaggi e voci” misteriosi. Milo Manara, che dagli incompiuti felliniani ha tratto narrazioni-fumetto, lo scrittore Andrea De Carlo fino ad allora grande amico, Vicenzone Mollica, Christina Engelhardt accumulano particolari spiazzanti che potrebbero implicare una manipolazione marpiona (di chi non si sa). Ma che rivelano anche un assillo continuo, cresciuto con l’età: la necessità di accettare gli interrogativi senza risposta, senza arretrare dalla lotta “nella e non contro” la vita. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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