11 agosto 2020

Spettacoli

Chiudi

18.01.2020 Tags: Cinema

Alonte omaggia il cinema di Risi

Il regista Dino Risi cui è dedicato l’approfondimento di Alonte
Il regista Dino Risi cui è dedicato l’approfondimento di Alonte

Lino Zonin ALONTE “La commedia amara”: si intitola così il ciclo di proiezioni dedicato all’arte di Dino Risi che il Centro Musica Cultura di Alonte propone a partire da lunedì nella sala consiliare del municipio. La rassegna nasce sotto le insegne di “Alonte Cine-club”, un’iniziativa che si propone di indagare l’opera cinematografica di grandi registi del passato. Il primo appuntamento è con “Il gaucho”, un film del 1964 con Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari e Silvana Pampanini che racconta le peripezie di una squinternata troupe cinematografica italiana sbarcata in Argentina in cerca di finanziamenti. Questi gli altri film che verranno proiettati ogni lunedì, sempre con inizio alle 21: 3 febbraio: “La stanza del vescovo” (1977) con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Patrick Deweare; 17/2: “Straziami ma di baci saziami” (1968) con Nino Manfredi, Pamela Tiffin, Ugo Tognazzi; 2/3: “In nome del popolo italiano” (1971) con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Ely Galleani. Tutte le proiezioni sono curate dalla società “Cinemambulante” di Pierpaolo Giarolo. L’ingresso è libero. Dino Risi nacque a Milano il 23 dicembre del 1916 da una famiglia alto borghese. Seguendo le orme del padre Arnaldo, medico del Teatro alla Scala, si laureò in medicina e per qualche tempo esercitò – senza convinzione - la professione di psichiatra al manicomio di Voghera. «Stanco di curare gente che non voleva guarire, mi sono dato al cinema», disse qualche anno dopo il regista per commentare il suo passaggio dalle corsie ospedaliere ai set cinematografici. Iniziò come autore di documentari, inserendosi nel filone neorealista che nei primi anni del dopoguerra fu il primo segnale di ripresa del cinema italiano dopo gli anni bui del Fascismo, ma passando presto ai toni più scanzonati della commedia leggera. “Poveri ma belli” fu, nel 1957, il suo primo grande successo. al quale seguirono delle opere più mature e consapevoli che nel corso del decennio successivo descrissero in modo impeccabile – e spesso crudele - i vizi e le debolezze degli italiani “travolti” dal boom economico. La rassegna alontina tralascia volutamente gli arcinoti titoli principali della cinematografia di Risi come “Una vita difficile”, “Il sorpasso”, “I mostri” per offrire uno spaccato di quel cinema di genere nel quale il regista ha messo in mostra la sua inimitabile capacità di raccontare, raccontandoci. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Zonin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1