giovedì, 06 agosto 2020
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24.01.2020

Senza arte né parte

Di Maio nel dimettersi da capo politico del M5S: «Nessuno nel mondo l’aveva mai fatto e nessuno ci credeva: centinaia di persone che non sapevano nulla di politica sono entrate nel Parlamento e nelle istituzioni per fare due governi. Siamo l’incubo di tutti gli analisti politici». L’ha detto con fierezza, il bimbo Gigi. E questo è il vero dramma. Perché è vero: abbiamo dato in mano il Paese a una classe di improvvisati, senza nessuna gavetta nelle sezioni di un partito, senza esperienza amministrativa. Senza arte né parte, senza destra e sinistra. Nemmeno il centro. E l’abbiamo fatto convinti che questo fosse un merito. Perché basta essere onesti per fare il politico, basta essere onesti per fare il Sindaco di Roma o di Torino, non serve nemmeno parlare l’inglese per fare il ministro degli Esteri, e non serve saper leggere un bilancio o sapere chi sia Keynes per fare il ministro dello Sviluppo economico. E però bisogna saper smontare un tubo per fare l’idraulico, saper formulare una comparsa per fare l’avvocato, saper maneggiar una macchina per fare l’operaio, saper impugnare una pistola per fare il poliziotto. Per governare un Comune, una Regione, l’intero Stato, invece no. E ne avranno fatte i politici di professione: i Craxi detronizzati e ora santificati, gli eterni De Mita, i vari Mastella, Bossi, D’Alema. Ma la colpa è nostra. Che abbiamo buttato via l’acqua sporca e il bambino insieme. Che ci ostiniamo a non capire che l’acqua sporca è il potere malsano, ma che il bambino è la competenza, l’identità, il passato di un’eterna, sana illusione che si chiama politica. Che si chiama civiltà. Il Movimento 5 Stelle, ronde girotondi, girini e sardine non sono l’incubo degli analisti. Ma degli italiani. Che si devono svegliare. •

di GIANCARLO MARINELLI
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