martedì, 11 agosto 2020
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15.01.2020

Camera caritatis

Donne, sogni e avvocati, lascian spesso sconcertati. Il proverbio è venuto alla mente dopo aver letto l’email spedita al nostro giornale dal Consiglio direttivo della Camera penale vicentina. Si tratta di una lettera aperta a Piercamillo Davigo, storico membro del pool di Mani pulite e attualmente presidente della II sezione penale della Corte di Cassazione, scritta dopo l’intervista concessa da quest’ultimo a Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano. Le posizioni sulla prescrizione (favorevole al blocco dopo la sentenza di primo grado), sulla “reformatio in peius” in appello (cioè alla possibilità di dare una pena più alta in secondo grado) e, in genere, sulla scarsa attenzione alla garanzia delle libertà personali, hanno indotto i penalisti a esternare il dissenso. «Noi sappiamo che difendiamo (anche) dei colpevoli - hanno scritto -. Lei sa che giudica (anche) degli innocenti?». L’attenzione scrupolosa alle leggi e il garantismo nei confronti degli imputati sono cardini su cui poggia l’intero ordinamento e ci sentiamo di condividere il duro richiamo degli avvocati della Camera penale vicentina. Però, in camera caritatis, ci sentiamo anche di rivelare lo sconcerto provato quando siamo andati a scaricare la pagina del Fatto, allegata all’email, che conteneva l’intervista a Davigo. In fondo al pdf c’era la “fonte” a cui si erano rivolti gli avvocati vicentini per scaricare il giornale: un sito pirata (evitiamo di citarlo per non favorire insane imitazioni) che permette di leggere i quotidiani senza pagare. «Spiace dover ricordare ad un alto e autorevole rappresentante della magistratura - è la conclusione della lettera aperta a Davigo - cosa dice la nostra Costituzione repubblicana». Art. 1: l’Italia è una Repubblica fondata sui furbetti. •

di MARINO SMIDERLE
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