sabato, 11 luglio 2020
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06.02.2020

Un parlamento in quarantena

Due è il numero da giocare sulla ruota della politica italiana. Due come la “fase 2” del governo giallorosso. Due come le leggi approvate dal parlamento a gennaio: il decreto Alitalia e il testo sul post-mortem. Non è un bottino esaltante. L’indice di produttività sempre più magro di un parlamento “Collirio” che approva leggi con il contagocce non è che l’ultima spia accesa sullo stato di salute delle Camere, appese alla linea sottile che traccia l’attività cerebrale di un esecutivo che appare avvitato su se stesso dopo il travagliato via libera alla Manovra. Un parlamento in quarantena, come se manifestasse i sintomi di un pericoloso virus. In realtà siamo al “vedo” della spericolata partita a poker iniziata ad agosto con la crisi e la caduta del governo gialloverde. In una manciata di giorni è stato cucito un esecutivo Frankenstein mettendo insieme brandelli di partiti che insieme non volevano stare. Cinque stelle e Pd si sono uniti in un matrimonio di interesse privo di passione, incollato alla meno peggio da due missioni. La prima era il disinnesco della bomba Iva: l’esplosione delle clausole di salvaguardia avrebbe comportato un aumento dei prezzi ritenuto insostenibile per il ceto medio. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di bilancio, questa missione può dirsi completata. La seconda consisteva nel prendere tempo: allungare l’aspettativa di vita della legislatura, rinviare a data da destinarsi l’ipotesi di elezioni anticipate, sgonfiare la corsa di Matteo Salvini e della destra verso una vittoria che i sondaggi davano e continuano a dare per altamente probabile. Con la sconfitta delle truppe salviniane nel fortino rosso dell’Emilia, anche il secondo traguardo può dirsi raggiunto, con rumorosi sospiri di sollievo sui banchi di una maggioranza che si sentiva già con le valigie in mano. E quindi, cosa si aspetta a passare alla “fase 2” e a cambiare marcia per alzare i giri del motore di un governo con la leva del cambio in folle da troppo tempo? La sensazione è che, arrivati al “vedo”, sul tavolo si stia materializzando il bluff da cui tutto ha avuto origine. Cosa tiene ancora uniti questi coniugi per caso, che nel frattempo hanno allargato la famiglia al terzo incomodo Matteo Renzi, divisi su tutto, dalle politiche sul lavoro e sulla produzione industriale a quelle sulla giustizia e sulla sicurezza? In questa paralisi, la buriana del coronavirus sembra offrire un generoso assist al premier Conte: nulla di meglio per mascherare il vuoto di programmi e prendere altro tempo, mettendo governo e parlamento in quarantena. •

di GIAN MARCO MANCASSOLA
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