martedì, 18 giugno 2019
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15.04.2019

Un coup de théâtre riscrive la trama

Le coup de théâtre nasce per scuotere il pubblico. Talvolta per introdurre un personaggio. Per rovesciare - la peripeteia nella tragedia greca - il destino di una storia. È con un coup de théâtre che sabato il direttore del 72° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza ha presentato la stagione 2019, per la prima volta squadernando tutte le carte che intende giocare. Giancarlo Marinelli, 45 anni, affermato autore, scrittore e regista, è stato scelto dall’amministrazione Rucco l’ottobre scorso per riaccendere nei vicentini l’affetto verso il loro teatro d’elezione, che nelle stagioni dal 2012 in avanti aveva subito quello che sempre in francese si dice bouleversement. Uno sconvolgimento, un ribaltone. Sono sfilati grandissimi registi come Nekrosius, Emma Dante, Bob Wilson e Aleksandr Sokurov: hanno spostato l’asticella della classicità verso il teatro di ricerca e d’avanguardia. L’esito è stato alto ma ha provocato smarrimento nel pubblico locale anche per la frammentazione dei temi e dei luoghi. Ed allora alla ricerca di un filo conduttore e di un rientro nell’alveo, la nuova amministrazione ha scelto un venetissimo nocchiero, già di intensa esperienza, che ama i testi greco-romani che parlano di idee e di azione, di dolore e ribellione. La stagione l’ha presentata mettendoci ego e faccia: niente conferenza stampa paludata, ma lui stesso in scena all’Olimpico a recitare con quattro attori la sua rivoluzione. Sarà un programma che non largheggia nei mezzi ma che parlerà alla pancia degli spettatori, avendo convocato nei quattro spettacoli centrali Socrate, Medea, Ecuba e le Memorie di Adriano. Giganti tragici e immortali. Dal 19 settembre saranno in scena monologhi, bei nomi del teatro italiano, bravi registi, molte donne, un progetto junior. Sotto l’ala della Fondazione Teatro Comunale e intensificata la consulenza dell’Accademia Olimpica padrona di casa, convocando i volti di Albertazzi e Bandini, Marinelli ha fatto rete dettando le sue regole: un pubblico disposto a non vedere ma ad assistere e a partecipare. Titoli nè di destra nè di sinistra, nè troppo vecchi nè troppo nuovi, che non provochino ma inducano pensiero, non dividano ma coinvolgano. È il primo vero coup de théâtre dell’amministrazione Rucco, a 10 mesi dal suo insediamento. Magari si potesse moltiplicare nei tanti problemi aperti della città. La Tav, il degrado, la sicurezza, le periferie, lo svuotamento del centro storico... Il colpo di scena può riservare esiti sorprendenti. Il tutto per rileggere la trama fin qui scritta. •

di NICOLETTA MARTELLETTO
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