lunedì, 16 settembre 2019
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11.01.2019

Se Grillo sceglie il “sì” ai vaccini

Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno firmato il «patto per la scienza» per sostenere la ricerca e contrastare la pseudomedicina. Tutti i politici e gli amministratori dovrebbero firmarlo. Lo ha proposto un immunologo, Roberto Burioni, che nel darne notizia sul suo sito fa un commento drastico, sul quale dobbiamo essere d’accordo: «Non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte». Il patto ricorda, ma ce n’era bisogno?, che la scienza non ha colore politico, non esiste una scienza di destra, di sinistra o di centro, o dei Cinquestelle, ma la scienza mira semplicemente al progresso dell’umanità, e per raggiungere questo progresso bisogna fermare l’opera degli pseudoscienziati che diffondono paure ingiustificate verso pratiche mediche confermate da un’esperienza pluriennale. Questa è una posizione ferma pro-vaccini. Dunque Beppe Grillo entra nei pro-vax, e si stacca dai no-vax che sosteneva al tempo della campagna elettorale. Hanno gioco facile i suoi seguaci che si dichiarano confusi e lo inondano d’insulti, da «voltagabbana» a «traditore». Che quella di Grillo sia una svolta, impreparata e inattesa, non c’è dubbio, che semini lo sconcerto tra le fila dei no-vax è inevitabile, ma che questo sia un «tradimento» si può eccepire. Grillo passa su posizioni scientifiche da posizioni non-scientifiche, e chi va sulle posizioni della scienza non tradisce nessun valore, è chi combatte la scienza da posizioni non scientifiche che tradisce l’umanità. Questa è una nuova battaglia nella guerra dei vaccini in Italia, e ci fu un tempo, non antico, in cui il Movimento di Grillo sosteneva la pericolosità dei vaccini, l’inutilità, e quindi si opponeva all’obbligatorietà della vaccinazione, lasciando libertà di scelta. A posizioni molto vicine arrivava Salvini, il quale si preoccupava che tutti i bambini potessero entrare in classe, e che non venissero esclusi i non vaccinati. Ma l’interesse dei bambini è sì entrare in classe, ma senza rischiare malattie: per un’assenza totale del rischio bisognerebbe che in classe nessun bambino fosse non-vaccinato. I bambini sono il bene più prezioso che abbiamo. Per loro la scienza ha lavorato così accanitamente, creando i vaccini, che alcune malattie sono sparite dal territorio nazionale. I nostri bambini sono al sicuro. Smettendo di tutelarli, li riesponiamo al pericolo. Dunque, Grillo è approdato a posizioni pro-bambini, pro-vaccini, pro-umanità. Benvenuto. •

di FERDINANDO CAMON
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