lunedì, 27 gennaio 2020
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

03.12.2019

Le sardine in Parlamento

Nel Veneto le sardine si son riunite la prima volta a Verona e poi a Padova. Cosa vogliono? Anzitutto, non sono e non vogliono essere un partito, vogliono restare un movimento libero nella società. Sono deluse dai partiti, pensano che il popolo sia doppiamente ingannato: dalle élites che fanno i propri interessi, e dai partiti che dichiarano di lavorare per il popolo, ma realizzano in realtà una politica che porta all’isolamento ed è segnata da razzismo, fascismo, sovranismo, disuguaglianze, mancanza di rispetto per gli altri, per i migranti, per la natura, per l’ambiente. Le sardine sono l’ultima incarnazione della rivoluzione giovanile, che ha sempre avuto due piani, uno sociale e uno ambientale. La novità delle sardine è che unificano i due piani, mostrandone il collegamento: perché la crescita della povertà causa le migrazioni, per difendersi dalle migrazioni i governi delle élites alzano i muri, i muri distinguono i popoli tra assediati e assedianti, popoli che difendono i propri vantaggi e popoli che vogliono appropriarsene e spartirli, e questa guerra tra chi non ha e vuole avere e chi ha e non vuole spartire mette in crisi la coscienza morale (è giusto?), religiosa (siamo ancora cristiani?) e politica (quale domani stiamo costruendo?) del Paese. Ma le sardine hanno anche interrogativi personali. È la generazione che non ha futuro. L’abbiamo derisa chiamandola «generazione di bamboccioni», come se non uscire di casa per recarsi a un lavoro fosse una colpa sua e non nostra, abbiamo fatto della laurea un «pezzo di carta», abbiamo creato un popolo con la percentuale di laureati tra le più basse d’Europa, abbiamo annullato ogni motivo per cui i figli possano mandare i curricula in giro, curricula che sono tanto più inutili quanto più sono nazionali, per contare qualcosa devono avere qualche referenza estera. E nello stesso tempo la nostra politica ha cominciato a parlare di nazionalismo e di sovranismo, e a venire accusata di razzismo e di fascismo. Le manifestazioni nelle piazze sono una contestazione di tutto questo. Questo dovrebb’essere il compito dell’opposizione, e dunque le sardine sono un’opposizione che supplisce alla mancanza di opposizione. A Padova il bersaglio sono stati i decreti di sicurezza voluti da Salvini. Ma combattuta nelle piazze, questa battaglia è inutile. È una battaglia che bisogna combattere nel Parlamento. Sarà una contraddizione, ma le sardine devono finire lì. •

di FERDINANDO CAMON
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1