giovedì, 17 ottobre 2019
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21.09.2019

Le regionali test per Conte

Si ricomincia. Neanche il tempo di tirare il fiato dopo la crisi di ferragosto e la nascita del governo giallo-rosso, che nei Palazzi romani già si respira aria di elezioni. Due, in particolare, le date da cerchiare in rosso nell’agenda della politica: il 27 ottobre, quando si voterà per il rinnovo del consiglio regionale dell’Umbria e il 24 novembre, quando si apriranno le urne per l’Emilia Romagna. La posta in gioco va molto al di là dei confini regionali e tocca, da vicino, non solo il futuro del Conte-bis ma anche il destino politico del leader della Lega, Matteo Salvini. In Umbria, ad esempio, si potrà misurare con mano la tenuta della nuova alleanza fra Pd e M5Ss e, in particolare, il superamento dello schema «tripolare» nato attorno al contratto di governo fra Lega e Cinquestelle per un ritorno ad un più tradizionale bipolarismo. I due azionisti di maggioranza del Conte-2 sono sicuramente più vicini dal punto di vista politico. E questo dovrebbe accelerare la strada di un consolidamento dell’alleanza anche a livello territoriale. Ma il condizionale è d’obbligo. Infatti, non tutti nei Pentastellati sono davvero convinti del patto con i democratici, a cominciare da Di Battista. Ma non solo. Ieri anche Di Maio ha rilanciato su Stefania Proietti, sindaca di Assisi e candidata a governatore in Umbria dei Cinquestelle. Dall’altra parte, invece, ci sono i Dem, che insistono su Andrea fora, giovane leader della Confcooperative locale. Molto dipenderà anche dall’esito della consultazione in rete nella ormai tradizionale piattaforma Rousseau: gli attivisti del movimento dovranno anche decidere se aderire ad un’eventuale lista civica con il Pd. Dall’altra parte, invece, c’è Salvini che ha già cominciato la sua «remontada» dopo la sconfitta di Ferragosto: negli ultimi giorni ha girato lungo e in largo l’Umbria per sostenere il candidato del centrodestra Donatella Tesei. Se la Lega dovesse sfondare in Umbria colorando di verde una regione tradizionalmente di sinistra, Salvini potrebbe avere la strada spianata anche per un bis in Emilia Romagna, dove però il candidato di centrosinistra, il presidente della Regione uscente Bonaccini, continua ad avere un discreto margine di vantaggio. Se la Lega riuscisse a portare sotto le sue bandiere due regioni tradizionalmente di sinistra, il quadro politico subirebbe un nuovo terremoto. Con inevitabili conseguenze anche sul governo. Senza contare, ovviamente, l’incognita del nuovo partito di Renzi che sta già scaldando i muscoli in vista delle nuove sfide. •

di ANTONIO TROISE
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