martedì, 23 luglio 2019
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09.06.2019

La strage continua

Sembrava diverso questo 2019. Avevamo chiuso le cronache dell’anno scorso con quattro femminicidi nel Vicentino, due a pochi giorni di distanza. Brutte storie di dolore, di solitudine, di rabbia che esplode. Quattro mesi di tregua per quelle notizie che fanno accapponare la pelle. Poi maggio si era chiuso con un allarme dall’ospedale per l’alto numero di donne picchiate e soccorse. E giusto l’altro giorno avevamo pubblicato l’appello di Donna Chiama Donna, lo sportello che da 30 anni a Vicenza dà assistenza chi è in difficoltà. Ecco, era tutto sottotraccia, l’incantesimo s’è rotto e la prima vittima di quest’anno è Mery. Il copione di questa che ha le proporzioni di una strage si ripete di nuovo: l’amore si spezza, subentra il conflitto, chi non si rassegna entra nell’anticamera della follia. Ed è in questa fase buia e tormentata che non c’è codice, non c’è appiglio, non c’è nessuno ad aiutare chi non si rassegna alla perdita di un affetto. La violenza cova così, senza occhi per vedere, se non quelli dell’odio. E infierisce selvaggiamente su quello stesso amore che è capace di darci felicità e ragione di vita. Deve esserci un modo per fermare tutto questo. Riconoscere tempestivamente il disagio. Educare. Mediare. Aggiustare queste leggi che già ci sono ma non si riesce ad applicare. •

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