domenica, 26 gennaio 2020
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12.01.2020

L’addio alla scuola fa male al Paese

Non riusciamo ad andar fuori dalla crisi, che continua a mordere la società, con aziende che chiudono, disoccupati che cercano lavoro e non lo trovano, studenti ben laureati o ben diplomati che vanno all’estero, potere d’acquisto delle famiglie che cala, blocco dei concorsi negli impieghi statali, insomma la paralisi del lavoro. Ma la notizia che è arrivata ieri dice che è anche colpa nostra. Non abbiamo soltanto la fuga dei cervelli che immiserisce la nostra società, mandando i diplomati e i laureati migliori a portare il contributo della loro cultura e della loro intelligenza ad altre società direttamente concorrenti con la nostra, ma abbiamo anche un altro problema, ben più grave, quello dell’abbandono scolastico, anche negli anni dell’obbligo, che è un fenomeno dieci volte superiore a quello dei cervelli in fuga. I buoni cervelli italiani scappati all’estero sono stati calcolati nel 2018 in 62mila, i ragazzi tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente la scuola sono stati 598mila. L’agenzia di studi sociali che fornisce questi dati è la Cgia di Mestre, che naturalmente ha un occhio attento alle conseguenze che il fenomeno può avere sulle aziende del Nord. Conseguenze disastrose. Perché il Nord è pur sempre la parte traente del Paese, ma per restare tale ha bisogno di lavoratori ad alta specializzazione, a tutti i livelli, dalla bassa manodopera fino ai livelli dirigenziali: se non si riesce più ad assumere personale a buona specializzazione, la qualità del prodotto cala, non si regge la concorrenza, e anche la quantità del prodotto si riduce. La compagine sociale ne risentirà. Diventeremo poveri. Perché (come ricorda qui l’inchiesta) la povertà economica è una diretta conseguenza della povertà educativa, e se avremo meno cultura nel cervello avremo anche meno soldi in tasca. La notizia dei 600mila studenti che hanno abbandonato le scuole in età in cui dovevano frequentarle è quanto di più brutto poteva arrivarci sul finire di questa settimana. Se fossi presidente del Consiglio, convocherei subito una riunione dei ministri perché non è possibile che nel corpo della nazione si pianti una coltellata del genere, e la nazione tiri avanti come prima. Ci sono delle regioni virtuose e sono le solite, anzitutto Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Nelle quali l’abbandono scolastico s’aggira sul 9 per cento. Insomma, il solito Nord Est. È l’area più benestante del Paese, e perciò più odiata. Ma è anche l’area che sgobba di più. Odiatela ma copiatela. •

di FERDINANDO CAMON
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