lunedì, 27 gennaio 2020
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19.11.2019

In Veneto le sardine finiscono in “saor”

Stretti come sardine. Così si sono sentiti i dodicimila che giovedì scorso si sono radunati in piazza Maggiore a Bologna. E i seimila di ieri sera a Modena. Il muezzin che è riuscito a far convogliare un popolo variegato per età, classe sociale e sentiment politico è stato un gruppo di giovani che su facebook ha lanciato un flashmob per sfidare il comizio che la stessa sera Matteo Salvini teneva al palazzetto dello sport della città felsinea. Le “sardine” sono la risposta di una Bologna che non intende accettare passivamente che la Lega possa colonizzare anche l’Emilia Romagna. Non è chiaro se quella del popolo di piazza Maggiore sia semplicemente una manifestazione contro o possa diventare una iniziativa pro, un momento di proposta capace di andare oltre la momentanea soddisfazione per gli organizzatori. Per ora di quei dodicimila mila si sa poco, ma si intuisce che voteranno per Bonaccini, governatore uscente della Regione. Le “sardine” negano qualunque rapporto con il Pd, del resto i partiti, tutti, sono rimasti estranei o esclusi da una piazza gremita e senza bandiere dove i bolognesi si sono radunati fitti fitti. Quello di Bologna è un nuovo esempio di quella che si può definire come la politica autoconvocata, lontana dai simboli che stanno in Parlamento. Una politica dal basso, sorta senza troppi calcoli e tatticismi, desiderosa di farsi sentire, contraria a lasciarsi trasportare dall’onda del momento. Così è stato mesi fa con le folle radunate a Torino dalle madamine pro Tav o con quelle anti Raggi protagoniste a Roma, in precedenza con i girotondi di Nanni Moretti. Tutte queste piazze di solito durano lo spazio di un paio di manifestazioni, poi, non appena disperso l’ideale che le riunisce o perché qualcuno dei promotori finisce con l’accasarsi in qualche partito, tutto finisce. Stavolta, complice l’imminenza elettorale, in Emilia Romagna si vota a gennaio e sarà un testa a testa tra la candidata leghista Borgonzoni e appunto Bonaccini, la piazza riuscirà ad originare una azione politica strutturata, come fu per i vaffa day? Capiremo a breve se tanta vitalità popolare rimarrà estemporanea o accetterà una qualche relazione con la politica strutturata, ma soprattutto se dopo l’esordio in Emilia Romagna il movimento delle sardine potrà essere esportato dalle nostre parti, in quel Veneto dove in passato a riempire le piazze ci pensava la “balena bianca” oggi invece se ne occupa Zaia con la sua corte, che da dieci anni puntualmente fa finire in “saor” tutti i pesciolini che tentano di sbarrargli la strada. •

di LUCA ANCETTI
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