domenica, 18 agosto 2019
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07.07.2019

Il silenzio degli innocenti

«La struttura di progetto Pedemontana Veneta della Regione, di fronte a quanto emerge dai primi sviluppi dell'indagine in corso da parte della Procura della Repubblica di Vicenza, si astiene con doverosa cautela da ogni commento, in attesa di conoscere maggiori particolari sulla vicenda». Recita così il laconico comunicato inviato ieri alle redazioni. Una nota non firmata, intestata ad un'impersonale struttura che parla di silenzio doveroso. A distanza di tre giorni dalle prime clamorose notizie di stampa e a ventiquattro ore dalle rivelazioni di intercettazioni telefoniche dai contenuti inquietanti sorprende e preoccupa il mutismo del governatore. Va bene la cautela, la presunzione di innocenza e la fiducia negli inquirenti ma per rispetto e tutela dei veneti, che contribuiscono a pagare quell'opera, appare ancor più doverosa da parte di Zaia, se non un commento, una decisa presa di posizione verso quello che potrebbe risultare come un autentico “attentato” contro la Regione, committente dell'opera e parte offesa nella vicenda, e contro tutti i potenziali utenti della galleria maledetta, già funestata da un mortale incidente di lavoro nel 2016 e interessata da un crollo nel 2017. Pur fiduciosi, tutti, che gli indagati sapranno dare una spiegazione attendibile e rassicurante a parole come queste: «Gli operai hanno paura di entrare, dicono che viene giù tutto” o, parlando di materiali come cemento e acciaio utilizzati: «tutta la documentazione che abbiamo non funziona bene», frasi che emergono dalle conversazioni telefoniche registrate dalla Guardia di Finanza solo tre mesi fa, e di fronte ad una procura che decide di far puntellare il tunnel già messo sotto sequestro, il silenzio di Zaia è difficilmente spiegabile. Lui, capace di essere puntuale ed efficace nella comunicazione anche nelle situazioni più imbarazzanti e spinose, stavolta sta zitto. Può essere che il presidente sia in possesso di più elementi sul caso, rispetto a quelli già noti, e da qui la scelta del silenzio, altrimenti come spiegare una mancata reazione alla lettura di frasi tanto allarmanti? Perché il problema non sta nell'eventuale ritardo nella conclusione dei lavori della Pedemontana, come invece si è letto nella prima nota di giovedì della Regione, «non si ritiene che il provvedimento possa produrre effetti rilevanti rispetto alla realizzazione dell'opera», quanto nell’ottenere garanzie di sicurezza per chi in quel cantiere tra Malo e Cornedo lavora e per chi, prima o dopo poco importa, sceglierà la Pedemontana per i suoi spostamenti da est ad ovest del Veneto. •

di LUCA ANCETTI
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