lunedì, 14 ottobre 2019
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22.09.2019

Il mondo tra 20 anni

Una assemblea e due domande. La prima: “Chi nasce oggi che Paese troverà tra vent’anni?”. L'assise di Confindustria si è misurata con un interrogativo da far tremare i polsi. In un'Italia che tra due decenni conterà un sessantacinquenne ogni quattro abitanti è già una emergenza quella di guardare a medio termine e non rimanere ingessati a preoccuparsi solo di cosa accadrà ad ottobre. Dal palco allestito alla Marzotto, un simbolo e un orgoglio di storia aziendale cominciata 25 anni prima del Regno d'Italia, Antonio Favrin e Luciano Vescovi hanno suggerito se non tracciato la rotta per interpretare il futuro. Il presidente del Gruppo laniero ha rimarcato la necessità che il lavoro riassuma centralità e che questo tema sia riconosciuto da chi governa come un bisogno del Paese. Il leader di Confindustria ha vergato la ricetta per rilanciare l'economia, prescrivendo taglio del cuneo fiscale, implementazione delle infrastrutture e investimenti per la scuola. Vescovi ha poi completato la terapia facendo propria l'idea di garantire ai nuovi assunti una salario più alto di quello minimo e invitando il neo nato governo a mettere mano al cancellino per eliminare reddito di cittadinanza, navigator e quota cento. Questa la cura per consegnare tra vent’anni ai nati oggi un'Italia competitiva e più attrattiva, capace non solo di trattenere i propri giovani ma di calamitarne dagli altri paesi.(segue a pag.11)

di LUCA ANCETTI
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