domenica, 18 agosto 2019
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

23.07.2019

Il governo diviso e l’Italia che piace

Matteo Salvini è categorico. Il M5S deve scegliere: se dice altri tre no su infrastrutture, autonomia e riforma fiscale si cambia tutto. Ieri nel mirino l’impalpabile Toninelli. Giancarlo Giorgetti, potente sottosegretario che non vuole saperne di andare in Europa, è salito da Mattarella per sondare il terreno in caso di crisi. A stretto giro di posta ha risposto Di Maio, chiedendo responsabilità alla Lega dopo la netta vittoria alle europee. Sullo sfondo il Russiagate, con Salvini che ripete di fidarsi di Savoini, e il collega vicepremier che gli chiede di rispondere in Parlamento. Anche Merkel domanda all’Italia di chiarire i legami con Putin. Venerdì il premier Conte ha minacciato la crisi, poi sull’autonomia ha tirato diritto, anche per iscritto, scatenando le reazioni dei governatori Zaia e Fontana, furibondi e spiazzati, e delle categorie economiche. Il Capitano della Lega nazionale, però, sull’autonomia differenziata si è defilato. Il suo silenzio fragoroso è sospetto. Si giocano più partite a scacchi tra i protagonisti di un governo che sta assieme per necessità, ma il cui collante pare sciolto. Chi lo affosserà? Prendete il taglio dell’Irpef per rimodulare una riforma del Fisco che è tra le priorità degli italiani. La cosiddetta flat tax per i redditi fino a 55 mila euro costa tanto. Questa soglia potrebbe spingere molti contribuenti a non superarla, incentivando l’evasione fiscale e a lavorare meno. Tra le ipotesi l’introduzione del reddito familiare. E le detrazioni che fine faranno? Tante le domande per ora senza risposte. Del resto, se trovare la quadra fosse agevole, non si comprenderebbe perché da decenni la struttura del prelievo Irpef è rimasta inalterata, anche se la novità della flat tax introdotta per gli autonomi fino a 65 mila euro di ricavi sarà un bel test. Certo è che al di là delle difficoltà evidenti nella maggioranza gialloverde, i sondaggi assegnano alla Lega il 37% dei consensi (FI all’8,2% e FdI al 6%), perché la politica su migranti e sicurezza dà frutto; il M5S è crollato al 17% e il Pd non raggiunge il 22%. Scontato il rompete le righe? L’Italia è una Repubblica parlamentare e le Camere spingono per l’autoconservazione di una buona parte dei rappresentanti del popolo che in caso di scioglimento non tornerebbero a Roma. E Mattarella prima dell’eventuale fine della legislatura ha l’obbligo di cercare alternative come detta la Costituzione. Consoliamoci con l’astronauta Parmitano, allora, al comando della stazione spaziale. C’è un’Italia all’avanguardia che sa farsi onore agli occhi del mondo. È quella che piace. •

di IVANO TOLETTINI
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1