lunedì, 19 agosto 2019
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15.07.2019

Il caso Russia e i finanziamenti

Il quarto e penultimo governo Rumor cade il 2 marzo 1974 sotto l’incalzare di quello che nella storia della Repubblica passa come il primo scandalo dei petroli. Una tangente del 5% ai partiti di governo dei petrolieri per l’approvazione di una legge a loro favorevole. In un mese, su proposta di Flaminio Piccoli, per “moralizzare” la politica è approvata la norma contro il finanziamento illecito dei partiti. È costituita anche una commissione parlamentare, ma non porta a niente. All’epoca Mosca, non va scordato, finanzia il Pci. Ma lo si sarebbe scoperto negli anni Novanta. Quarantacinque anni dopo il primo scandalo dei petroli, il caso Russia e l’inchiesta su una presunta corruzione internazionale con al centro il faccendiere Gianluca Savoini, uomo vicino a Matteo Salvini e partecipe agli incontri e alle cene ufficiali con Putin e i tecnici del suo staff, sospettato di trattare vantaggi economici per la Lega, riapre una questione connaturata alle democrazie. Vale a dire come la politica si finanzia. Perché fare politica, nelle democrazie occidentali, costa moltissimo. Gli Stati Uniti hanno cercato di superare il dilemma con la trasparenza più assoluta, mentre in Europa la materia è sempre stata al centro di inchieste e scandali. Dalla Germania alla Francia, con l’Italia spesso in prima fila. Gli “Affari di Stato” permeano i rapporti tra partiti e aziende pubbliche, con continui scambi di favori, spesso inconfessabili. Tangentopoli mise in evidenza la perversione dei rapporti tra imprenditoria pubblica e privata, e i partiti di governo. Il finanziamento pubblico dei partiti è stato abolito nel 2017. Toccherà alla magistratura fare luce sul ruolo di Savoini, certo è che la “trattativa di Mosca” registrata e amplificata da un sito internet americano - chissà quali servizi segreti Salvini deve ringraziare -, è percepita dal 60% dell’opinione pubblica come un fatto grave. Salvini per la prima volta è in difficoltà e finora non ha risposto alle domande, se non con battute. Mosca si sente circondata ed ha cercato di condizionare la campagna presidenziale americana e ha messo becco, senza successo, anche nelle recenti elezioni europee. Ha finanziato pure Marine Le Pen. Il suo attivismo sul web è provato. Neanche Washington sta a guardare. L’Italia fa parte della Nato. Il quadro politico internazionale è magmatico e i tradizionali campi d’influenza, di qua quello occidentale di là quello orientale, sono mescolati. Nulla è immutabile. Le amicizie internazionali tra Stati non sono mai disinteressate. Bisogna vedere, quando ci sono di mezzo interessi e partiti assetati di finanziamenti, se sono lecite. •

di IVANO TOLETTINI
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