mercoledì, 13 novembre 2019
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11.10.2019

Frontiere aperte ma per l’arte

L’Italia rifiuta il prestito del disegno «L’uomo vitruviano» di Leonardo alla Francia, e in cambio rinuncia a ricevere il prestito di due Raffaello. Per l’arte, la circolazione dell’arte, la diffusione del suo messaggio, che è poi la ragione per cui l’arte esiste (tutta l’arte, anche i film, le canzoni, i libri…), per il pubblico e quindi potenzialmente per tutta l’umanità, è una brutta notizia. Adesso «L’uomo vitruviano» di Leonardo è alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e riceve ogni tanto una piccola parte dei visitatori delle Gallerie, che sono una minima parte dei visitatori di Venezia. Diciamo «ogni tanto» perché il disegno di Leonardo raramente viene esposto al pubblico, per gran parte del tempo sta chiuso in un caveau, al buio. Per ragioni di conservazione, perché è un disegno su carta e la carta è già deteriorata, mostra degli avallamenti e perfino dei forellini. È la luce che la danneggia. La Francia lo chiede per esporlo al museo del Louvre per otto settimane. Gli attuali custodi dell’opera dicono che otto settimane di esposizione alla luce danneggiano l’opera come otto anni di conservazione al buio. Perciò preferiscono tenerla al buio. A meno che, questo è il pensiero di un dirigente delle Gallerie, il Louvre non sia disposto a prestare a Venezia, per quelle otto settimane, la Gioconda. Ovviamente il Louvre non può. Perché la Gioconda non è un quadro del Louvre, è l’icona del Louvre. I tanti milioni di visitatori che vanno al Louvre ogni anno, ci vanno soprattutto per vedere la Gioconda. È norma di ogni museo non privarsi dell’icona che lo rappresenta. Questa è una discussione importante, perché riguarda la conservazione dell’arte, il nostro dovere di trasmetterla ai figli: è il senso della nostra storia, solo se gli consegniamo la nostra arte gli consegniamo noi stessi. Consegnarla è un dovere. Come mostrarla ai contemporanei. Ma di chi è l’arte italiana? Non è degli italiani, è dell’umanità. Quanti visitatori ha l’«Uomo vitruviano» a Venezia? Pochissimi. Quanti ne avrebbe al Louvre? Immensamente di più. L’arte è fatta per essere vista, è un messaggio all’umanità, l’arte che non va incontro all’umanità è un messaggio che va perduto, non giunge a destinazione. L’osservazione di un dirigente veneto: «Non diamo il disegno di Leonardo ai francesi, perché il Veneto non ne avrebbe alcun vantaggio», è miope. Studiamo il sistema che riduca al minimo i danni dell’esposizione, ma permettiamo al Louvre di esporlo. Così vorrebbe Leonardo. E l’opera è sua, non nostra. •

di FERDINANDO CAMON
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