sabato, 11 luglio 2020
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02.02.2020

Effetto a cascata e ricette credibili

I mercati non hanno ancora dichiarato lo stato di emergenza, come si è affrettata a fare l’Organizzazione mondiale della sanità. E la parola d’ordine, almeno per il momento, è quella di evitare il panico. Del resto i casi accertati finora in Italia sono solo due. Bisogna mantenere la calma. Sembra facile. Ma non è affatto così. Soprattutto se poi, alle parole rassicuranti, ne seguono altre come blocco dei voli, stato di emergenza per sei mesi, quarantena per gli italiani che tornano da Pechino. Di chi fidarsi? Partiamo da un dato: l’epidemia che sta colpendo la Cina avrà un effetto a cascata. Come è ovvio che sia in un’economia globalizzata dove tutto è strettamente connesso. Questa volta, poi, gli effetti potrebbero essere sicuramente peggiori rispetto al 2003, quando Pechino si trovò a fronteggiare la Sars, virus più pericoloso di quello che sta facendo indossare le mascherine anche in Italia. Allora, le conseguenze furono impercettibili. Un’altra era. Negli ultimi vent'anni il peso dell’impero giallo nel mondo è quadruplicato, oggi uno starnuto a Pechino rischia di trasformarsi in una polmonite nel giro di pochi giorni. Figuriamoci che cosa creare un’epidemia come quella che si sta diffondendo nelle ultime quattro settimane. Le previsioni più ottimistiche parlano di un rallentamento del Pil cinese di almeno un punto, dal 6 al 5%. Se a questo aggiungiamo l’effetto Brexit, con l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Unione, l’orizzonte del 2020 si presenta con tinte decisamente scure. Che diventano ancora più buie per un Paese come l’Italia che ormai viaggia da anni con la sindrome dello zero virgola e con un Prodotto Interno Lordo che continua a marciare all’indietro. Nel quarto trimestre del 2019 gli esperti si aspettavano una crescita zero o, al massimo, un lieve calo: siamo andati sotto dello 0,3%. Non è un caso, allora, se venerdì la Borsa italiana ha chiuso con la peggiore performance a livello europeo. È vero che dopo le elezioni in Emilia, i tassi di interesse hanno ripreso a scendere, dando un aiuto consistente ai nostri conti pubblici. Troppo poco, però, per abbassare la guardia. E, soprattutto, per ignorare ancora una volta che, di fronte ad una crisi globale, non bastano le risposte dei singoli Paesi. È il momento che la nuova Commissione Europea guidata dalla Von Der Leyen cominci a far sentire la propria voce. Magari mettendo in campo ricette credibili per fare fronte alla nuova emergenza. Sanitaria, ovviamente. Ma anche economica. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

di ANTONIO TROISE
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