martedì, 19 novembre 2019
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27.09.2019

Come salvare il pianeta

Comunque la si giudichi, la giovane Greta, ha avuto il grande merito di far rimettere in cima all’agenda dei Grandi del mondo, la questione ambientale. Che poi sia vero, come dicono i catastrofisti che siamo su una china quasi irreversibile per la salute del pianeta, o che il clima dipenda in parte dall’uomo ma in parte anche dai consueti cicli riscaldamento-glaciazione poco importa. In realtà è incontrovertibile il fatto che le città sono delle camere a gas, i ghiacci si stanno sciogliendo, intere zone della terra si stanno desertificando e gli oceani sono dei mari di plastica. Di più: il nostro stile di vita ha un impatto fortissimo sull’ecosistema. E quasi il 40% delle specie animali sono votate all’estinzione. Dunque i timori dei giovani di dover vivere in un mondo, magari non votato al disastro ma comunque impoverito ed avvelenato sono giustificate. E le manifestazioni di oggi, che anche a Vicenza coinvolgono migliaia di giovani, ne sono un segnale che dobbiamo guardare con positività. In fondo abbiamo descritto più volte le nuove generazioni come troppo legate alla tecnologia e senza ideali. E dunque è inutile oggi mugugnare se vedremo i nostri figli sollevare cartelli in favore di uno sviluppo più ecocompatibile. Qualche perplessità invece sorge alla notizia che taluni presidi hanno deciso di considerare come giustificata l’assenza degli studenti che oggi sfileranno in corteo. Lasciateci dire che la decisione, seppur nel merito non censurabile, appare come una mezza sconfitta della scuola. Crediamo infatti che la sensibilità ecologica dipenda prima di tutto dalla cultura e dalla formazione che viene fatta in famiglia e nelle classi. E dunque delegare alla piazza il momento formativo non convince. Ma poi vogliamo parlare direttamente agli studenti che oggi si raduneranno in strada. Molti di coloro che agiteranno i vessilli ecologisti sono poi quelli che negli armadi hanno decine di capi di vestiario e scarpe firmate e che snobbano frutta e verdura ordinando da casa cenette a base di sushi ed hamburger. E che armati di due telefonini, Ipad e computer alimentano l’industria del tabacco e degli alcolici. Viaggiando col motorino comprato da papà. Ora, non pretendiamo la coerenza totale. Solo i saggi riescono a perseguirla. Ma un povero bimbo africano che vede prosciugarsi il pozzo del villaggio, o le balene dei mari del nord, si tutelano con decisioni politiche ma soprattutto cambiando, almeno un poco, lo stile di vita. •

di FILIPPO FALCONERI
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