sabato, 25 gennaio 2020
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24.09.2010

Strada abusiva sequestrata ai "Fiorentini"

Le guardie forestali mentre delimitano il tratto di strada posta ieri mattina sotto sequestro
Le guardie forestali mentre delimitano il tratto di strada posta ieri mattina sotto sequestro

Una lingua di terra lunga quasi 500 metri e larga più di quattro in territorio di Lastebasse. Una strada, al confine con la Provincia di Trento, creata ex novo a 1800 metri di altitudine, in area pubblica soggetta a vincolo paesaggistico. Uno scavo sui pascoli del Monte Costa d'Agra, proprio nella zona dove dovrebbe sorgere quel tratto di pista da sci del carosello Folgaria-Fiorentini mai autorizzato (finora). Una strada abusiva, secondo quanto ricostruito dagli uomini del Corpo forestale dello Stato della stazione di Arsiero, che hanno sequestrato l'area e denunciato i presunti responsabili dello scavo. Nei guai la società Fiorentini Folgaria Spa. Sul registro degli indagati sono finiti Remo Cappelletti, legale rappresentante della Spa, il direttore dei lavori Francesco Menegus e il titolare dell'impresa di scavi e movimento terra Marco Plotegher.
Lo scavo abusivo è lungo 485 metri e largo più di 4. Da quanto ricostruito dalle autorità, l'azienda si sarebbe giustificata sostenendo che quella strada era necessaria per il cantiere relativo alla realizzazione, autorizzata, della pista "Ribes Rosso" e suoi impianti di risalita, che arrivano fino a Costa d'Agra. Il problema è che la viabilità di cantiere era individuata lungo un percorso totalmente diverso, coincidente con una mulattiera esistente.
Inoltre la strada sequestrata coincideva con il tracciato della futura pista "Bersaglieri", di collegamento tra gli impianti trentini che arrivano a Monte Pioverna (Tn) con quelli appunto di Costa d'Agra, che però non è mai stata autorizzata, in quanto le Regioni Trentino e Veneto stanno ancora effettuando valutazioni in merito. In particolare servirebbe la proceduta Via, per la valutazione d'impatto ambientale. Da aggiungere inoltre che il progetto della pista "Bersaglieri" avrebbe previsto, nell'eventualità di realizzazione, l'assoluto divieto di movimenti terra, visto il contesto naturalistico.
I lavori abusivi invece, effettuati fino a ieri, hanno visto l'asportazione del cotico erboso, lo scavo di terra, poi accumulata lungo il tracciato.
«Ancora una volta si registra una rilevante aggressione all'ambiente - ha dichiarato Daniele Zovi, comandante provinciale della Forestale - proprio a quote molto alte, oltre i 1800 metri, in aree dove vige il vincolo paesaggistico e quello storico dedicato ai percorsi della Grande Guerra. Ancora una volta si è scelto, in danno all'ambiente, una comoda scorciatoia senza rispettare le procedure di legge».

Silvia Dal Ceredo e Marco Scorzato
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