martedì, 21 gennaio 2020
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14.04.2013

Sentieri del futuro con banda larga e postazioni wi-fi

L'assessore Finozzi con il presidente uscente del Cai, Emilio Bertan
L'assessore Finozzi con il presidente uscente del Cai, Emilio Bertan

Il futuro della montagna è appeso ad un filo...tecnologico. Ne sono convinti il Cai del Veneto e la Regione, che ieri mattina in città hanno firmato un protocollo d'intesa per il potenziamento e il sostegno al turismo montano che, come evidenziato durante l'incontro, non potrà più fare a meno di banda larga, wi-fi, postazioni interattive lungo i sentieri. Un protocollo che va a riconoscere la già stretta e fattiva collaborazione tra le due realtà che l'anno scorso hanno dato vita al progetto triennale “Dolomiti patrimonio mondiale dell'umanità”, dotando di banda larga sette rifugi alpini. LO SMARTPHONE. Ora, con questo nuovo documento, firmato da Marino Finozzi, assessore al turismo ed Emilio Bertan, presidente uscente del Cai Veneto, Regione e Club alpino italiano si impegnano a proseguire con le altre fasi del progetto, del valore di 220 mila euro. In particolar modo, fino al 2014 si punterà molto sulla realizzazione degli “Itinerari tematici e parlanti”. «Non si può andare avanti a scrivere le solite guide cartacee - ha spiegato Bruno Zannantonio, portavoce Cai Veneto - ma si deve cogliere l'opportunità che ci viene offerta dalla tecnologia attraverso tablet e smartphone. Per questo abbiamo individuato tre itinerari del Cai con tematicità storica, antropologica e ambientale, per i quali verranno create delle applicazioni. In questo modo, il turista potrà scaricare l'itinerario, consultarlo in qualsiasi momento, anche mentre aspetta l'autobus, e approfondire le notizie relative al percorso. Inoltre, lungo questi itinerari verranno creati dei punti di osservazione che, al passaggio dell'escursionista, manderanno un segnale al suo smartphone avvisandolo che in quel posto c'è qualcosa di interessante da vedere o conoscere». Gli itinerari che sperimenteranno questa tecnologia sono l'anello del Popera, la busa delle Vette e il periplo del Pelmo. STAGIONE ESTIVA. «Siamo in perfetta sintonia con il Cai - ha affermato l'assessore regionale Finozzi - perché vogliamo entrambi che la nostra montagna continui a crescere in termini di affluenza turistica. In particolare, la nostra attenzione e il nostro investimento dovrà rivolgersi al potenziamento della stagione estiva, che ha tante opportunità non ancora pienamente sfruttate. Questo significa che bisognerà rendere la nostra montagna più sicura, facilmente raggiungibile e "consultabile" grazie alle e nuove tecnologie. La firma del protocollo va in questa direzione perché da la possibilità alla nostra montagna di dotarsi di quei servizi che fino ad oggi le sono state preclusi, tra cui banda larga, che verrà presto estesa ad altri rifugi, e le nuove applicazioni». I NUMERI. «Per permettere al Cai di uscire dalla consuetudine e di valorizzare il suo proprio patrimonio - ha aggiunto Emilio Bertan, presidente uscente - è necessario intensificare i già buoni rapporti che abbiamo con la Regione. E gli elementi indispensabili per sviluppare il turismo di alta montagna ci sono tutti: la presenza capillare sul territorio dei 50 mila soci, i 4 mila chilometri di sentieri costantemente in manutenzione, i 2.500 posti letto nei rifugi». © RIPRODUZIONE RISERVATA È Francesco Carrer, 58enne veneziano, il nuovo presidente del Cai Veneto. L'elezione di Carrer, socio dal 1978, autore di numerose pubblicazioni e componente del comitato direttivo, è avvenuta ieri all'assemblea dei presidenti delle 64 sezioni regionali. «Chi nel Cai assume un ruolo direttivo paga in termini di tempo, di dedizione e di preoccupazioni - ha affermato Carrer - ma fortunatamente non sono solo. Perché il club possa continuare a raccogliere successi è necessario che vi siano due condizioni: la fiducia e il rispetto. Non c'è un grande presidente se attorno non ha un valido e unito gruppo di persone disposte a lavorare». A.D.I. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall'Igna
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