giovedì, 18 luglio 2019
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26.06.2013

Parco delle Sorgenti Scontro Wwf-Provincia

L'area delle risorgive, oggetto del dossier di Lipu e Wwf
L'area delle risorgive, oggetto del dossier di Lipu e Wwf

Lipu e Wwf hanno denunciato le modalità con cui sono stati svolti i lavori nel parco delle Sorgenti del Bacchiglione, tanto da pregiudicare la presenza di alcune specie protette. Il tutto è finito in un dossier presentato nei giorni scorsi a Roma. Le associazioni ambientaliste hanno raccolto i dati riguardanti quegli interventi, svolti nell'ambito della rete Natura 2000, che a loro giudizio presentano delle irregolarità nella fase di realizzazione. “In particolare i lavori fatti in pieno periodo riproduttivo dell'avifauna hanno prodotto danni gravi ed irreparabili ad un habitat di interesse comunitario - si legge nel dossier - . E ancora: “La Valutazione d'Incidenza aveva delineato il periodo invernale come il più adatto per operare, indicazione che non è stata però rispettata”. Secondo Lipu e WWF , alcuni interventi sulla vegetazione, con tanto di documentazione fotografica sul prima e il dopo, sono andati a disturbare la presenza di specie come la nitticora che proprio lì aveva nidificato per la prima volta nel vicentino. «Sorpresa e amarezza nel leggere informazioni non corrette: questa è stata la nostra reazione, tanto che si sta valutando con l'ufficio legale come procedere per ottenere sia le scuse degli autori del testo che una rettifica di quanto dichiarato», ha commentato Sandra Brentan, dirigente del settore beni ambientali della Provincia. «Gli interventi eseguiti in quella zona ne hanno migliorato i caratteri di naturalità. Le fotografie utilizzate nel dossier per illustrare l'operazione contestata – ha aggiunto - sono presentate come il “prima” e il “dopo” del medesimo punto, ma non è così: si tratta di immagini scattate in luoghi e periodi dell'anno differenti. Il “prima” mostra vegetazione in pieno rigoglio estivo e potrebbe forse riferirsi al settore della “garzaia”, dove non sono e non saranno condotti interventi al fine di tutelare l'avifauna nidificante. Il “dopo” inquadra il promontorio del laghetto con il capanno d'osservazione in primavera, quando gli alberi stanno ancora mettendo le foglie». Per la dirigente ora, a meno di due anni dall'intervento di taglio in quella zona, finalizzata a sostituire la robinia, specie alloctona, con l'ontano nero, proprio della zona di risorgiva, la vegetazione è talmente ricresciuta che la costruzione è già mascherata. L'edificio, poi, sarà presto abbattuto e sostituito da un capanno in materiali naturali, raggiungibile attraverso un percorso di accesso con specie arboree autoctone del sito per prevenire il disturbo della fauna. «È vero che i lavori sono stati eseguiti prima del previsto, ma per motivi legati all'alluvione e comunque in accordo con la Comunità Europea. Infine nella zona è accertata la presenza di qualche decina di nitticore – ha concluso - che probabilmente hanno nidificato nella fascia di vegetazione che si trova dietro il promontorio col capanno nell'immagine del “dopo”».

Marco Billo
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