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17.10.2010

La favola in bici di Dino e Simo «Quante insidie»


 Dino e Simo all'aereoporto della Malpensa riabbracciano finalmente i genitori dopo quattro mesi
Dino e Simo all'aereoporto della Malpensa riabbracciano finalmente i genitori dopo quattro mesi

Il viaggio di Dino e Simo si è concluso molto prima del previsto. Sono atterrati venerdì sera alle 23.30 all'aereoporto di Malpensa con la fatica di 8600 km sul corpo e nei sensi i ricordi e le percezioni di ventitré stati orientali attraversati, dall'Italia all'Uzbekistan.
"Finirai per trovare la via...se prima hai il coraggio di perderti". La citazione di Tiziano Terzani guida dall'alto il sito che in questi mesi ha accompagnato e seguito il viaggio dei due giovani (www.versodovenonso.com). E Dino Lanzaretti, 33enne di Santorso, e Simone Salvagnin, 26enne ipovedente di Schio, la via l'hanno trovata e persa più volte fino al forzato epilogo che ha interrotto un viaggio che doveva proseguire per altri tremila chilometri, ma che cause di forza maggiore hanno costretto a fermare.
Il tempo e i visti non concessi le cause del ritorno a casa: troppi pericoli e tempi troppo ristretti per giungere al passo Khunjerab, a 4660 metri sul Karakorum tra la Cina e l'India, prima dell'arrivo delle nevicate invernali.
«Mancavano "solo" 3 mila km alla fine del viaggio - raccontano Dino e Simo - e negli ultimi giorni abbiamo fatto quasi 200 km al giorno senza tempi di recupero pur di raggiungere la meta. Era una corsa contro il tempo».
Ma le loro forze spinte all'estremo non sono bastate: le frontiere chiuse in Kirghyzstan e la situazione incerta in Pakistan dopo il recente terremoto, hanno costretto i due giovani a prendere la difficile decisione di interrompere il viaggio.
«La cosa più faticosa è stata ottenere i visti – commentano Dino e Simo -. Quando parti per un viaggio così sai che dovrai fare tanta fatica fisica: ad un certo punto diventa la quotidianità. I momenti di stress sono stati determinati dal dispendio di energia per ottenere i visti per passare le frontiere. É stato più complesso del previsto».
"Versodovenonso" termina il 15 ottobre la propria corsa, ma rimane Dunja, il tandem che li ha accompagnati (il nome significa "mondo" in africano: l'ha scelto Simo), a ricordare che quest'impresa anche se non conclusa, è stato davvero un piccolo miracolo.

Silvia Ferrari
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