22 settembre 2020

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10.08.2020

Oltre 200 morti a Beirut, si dimette il governo Diab

L'area dell'esplosione a Beirut. ANSA
L'area dell'esplosione a Beirut. ANSA

Quanto accaduto la scorsa settimana a Beirut è il risultato della «corruzione endemica» che affligge il Libano. Lo ha dichiarato il primo ministro libanese, Hassan Diab, annunciando in diretta tv le dimissioni del suo governo a seguito delle proteste di massa per la devastante esplosione che la scorsa settimana ha colpito il porto di Beirut. «Viviamo ancora nell'orrore che ha colpito nel profondo il Libano ed i libanesi, risultato di una grave corruzione nell'amministrazione», ha affermato Diab, sottolineando che il Paese sta affrontando una «grande tragedia». Il primo ministro ha quindi accusato alcune forze politiche di avere come «unica preoccupazione il regolamento dei conti politici e la distruzione di ciò che resta dello Stato». «Chiediamo un'indagine rapida che accerti le responsabilità e vogliamo un piano di salvataggio nazionale che veda la partecipazione dei libanesi. Ecco perché annuncio le dimissioni di questo governo. Possa Dio proteggere il Libano». «Chiediamo un'indagine rapida che accerti le responsabilità e vogliamo un piano di salvataggio nazionale che veda la partecipazione dei libanesi. Ecco perché annuncio le dimissioni di questo governo. Possa Dio proteggere il Libano».

 

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle esplosioni di martedì 4 agosto: 220 i morti e circa 7mila feriti, si tratta della tragedia più grave verificatasi a Beirut da quasi 40 anni.

 

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