23 maggio 2019

Economia

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17.04.2019

Ubc rifà i piani per la Borsa «Prima un’acquisizione»

La sede di Ubc-United Brands Company a Quinto Vicentino
La sede di Ubc-United Brands Company a Quinto Vicentino

Roberta Bassan QUINTO VICENTINO «Ci si quota per portare a casa il massimo risultato, bisogna presentarsi nel migliore dei modi e al momento giusto». Non è tramontato l’obiettivo di Paolo Tessarin, presidente e amministratore delegato di Ubc-United Brands Company (co-proprietari al 50% la figlia Silvia e Francesco Manzari, l’altro Ad) di portare in Borsa l'azienda di Quinto Vicentino, capofila di un gruppo specializzato nello sviluppo, produzione e distribuzione di calzature sportive per brand italiani conosciuti in tutto il mondo. Solo che le strategie sono un po’ cambiate da quando, a fine 2016, annunciava che nel giro di due anni Ubc si sarebbe quotata, quasi un coronamento della “palestra” fatta in Elite il cui percorso è stato concluso lo scorso anno e dopo essersi accostata anche alla finanza alternativa con l'emissione di minibond. Sono stati rifatti i piani: «Ubc ha intenzione di approdare in Borsa solo quando avrà acquisito un marchio di proprietà. Ci siamo resi conto che possedere un proprio brand avvalora l’azienda. Ne abbiamo individuati due e sono in corso le trattative: l'acquisizione potrebbe essere chiusa quest’anno o la prossima primavera. Solo successivamente Ubc sceglierà il momento più opportuno per quotarsi». LE OPPORTUNITÀ. Si tratta di un brand «importante», Tessarin non esclude che potrebbe essere anche tra quelli in licenza. È un mercato quello dei marchi di calzature sportive del resto che l'azienda conosce molto bene per aver contribuito a svilupparlo. Sono sue le scarpe di Sergio Tacchini ispirate al tennis, così come le “urban” e jeans della Gas di Chiuppano e ancora quelle «molto versatili» della Carrera. Lo scorso anno è arrivato anche l’accordo con Roberto Cavalli per realizzare una linea di sneakers, commercializzate con il marchio Roberto Cavalli sport. Ubc decide lo stile, trova i clienti, gestisce i marchi, produce i campionari, presenta le collezioni e poi si rivolge a terzi per produrre, il 95% in Cina, dove ha una organizzazione che sovrintende e controlla tutte le fasi. La crisi della maison di moda del fondo Clessidra (ha fatto domanda di concordato ed è alla ricerca di un acquirente) non sembra aver toccato Ubc: «È un tema che ci sfiora appena - spiega Tessarin - perché abbiamo un accordo di produzione e vendita in esclusiva, a parte una piccola parte che Roberto Cavalli vende nei suoi outlet». LE PREVISIONI. Ubc intanto apre contatti con nuove catene di distribuzione. L’ultima - spiega - è la collaborazione con l’azienda statunitense Foot Locker che ha messo in vendita nei propri canali una serie di scarpe prodotte da Ubc per Sergio Tacchini che sta andando molto bene». Diversi clienti vendono anche su e-commerce, mentre Ubc non ha una vendita diretta online. Ubc semina all’estero, soprattutto da quando due anni fa ha scelto di collocarsi su un segmento di mercato più alto passando dall’11 al 41% di vendite fuori Italia dove «siamo posizionati sempre di più su catene importanti». L’anno scorso poi ha presentato un piano industriale al 2021 con una nuova spinta ad investimenti e internazionalizzazione. «Il 2018 è stato un anno di assestamento», spiega Tessarin. Oggi l’assemblea approverà il bilancio a 30,7 milioni (+4%) «ma per il 2019 sulla base della raccolta ordini già in portafoglio pensiamo di aumentare il fatturato del 25% e aprire nuovi mercati». Tra i Paesi a maggiore crescita oggi la Russia («Abbiamo due importanti partner con cui stiamo concludendo i contratti di fornitura), i Paesi del Golfo, bene la Francia, molto bene in Germania «dove oltre alla licenza di scarpe abbiamo anche abbigliamento». LA “GEOGRAFIA”. Ubc occupa un centinaio di persone («E siamo sempre alla ricerca di personale»), di cui metà nel quartier generale a Quinto Vicentino. Ha inoltre tre società estere che si occupano dello sviluppo commerciale a Ex en Provence per il mercato francese, a Monaco di Baviera per i mercati in lingua tedesca e delle ex repubbliche sovietiche e ad Hong Kong per i mercati dell’Oriente (Ubc Far East è partecipata al 49% da Simest). Altra società è la Ubc Jin Jang in Cina, a supporto delle attività di produzione. Tessarin corre: «Stiamo chiudendo un nuovo contratto per una collaborazione con un brand di lusso». Poi un’acquisizione. «E arriveremo anche in Borsa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan
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