Sul fronte orientale le pmi italiane battono i tedeschi
In Bielorussia, Italia batte Germania. Il calcio non c'entra - del resto, non sarebbe affatto una novità - stavolta si parla di economia: commesse e contratti vinti in gara dagli italiani proprio dove i tedeschi sembrano comunque padroni del campo. Per questo, sconfiggerli sul loro terreno preferito, è ancora più bello e aumenta l'autostima. La notizia, comunicata da Andrea Penzo di Ets-Export Trade Solutions, arriva al convegno “Lavorare coi mercati dell'Europa Centro-Orientale”, organizzato da Confindustria Vicenza assieme alle “sorelle” di Padova e Treviso, e chiama in causa proprio un'azienda veneta, la Forrec trituratori di Santa Giustina in Colle (Pd), riuscita nell'impresa grazie al finanziamento della Banca Popolare di Vicenza. E non è finita perché a giorni e a inizio 2014 altre due ditte, operanti nel settore dell'ambiente e del trattamento dei rifiuti, dovrebbero firmare con i bielorussi, con tanti saluti ai tedeschi.
ALLA FIERA DELL'EST. Sono più di 200 le imprese vicentine operanti oltre quelli che un tempo erano i confini orientali. Ditte che hanno una fabbrica o una una presenza commerciale, e che dunque hanno camminato spedite sulla strada dell'internazionalizzazione, complici la caduta del Muro di Berlino e la disgregazione dell'Unione Sovietica e dell'ex Jugoslavia. Ad esempio la Rigoni di Asiago che in Bulgaria acquista o prende in concessione terreni che poi lavora con i metodi dell'agricoltura biologica producendo fragole, nocciole, prugne, uva spina, more, lamponi, ciliegie, amarene, ribes nero e rosso e mele. Aziende che, come sottolinea Walter Fortuna, vicepresidente degli industriali berici con delega all'internazionalizzazione, sono accomunate da un problema non di poco contro: «Accedere al credito in quei Paesi non è facile e può avere costi importanti». Ecco allora il supporto di agenzie e società di consulenza e sempre più anche delle banche venete.
LA FIRMA. Prima del convegno, la firma dell'accordo tra Confindustria e Informest sulla consultazione gratuita delle guide-paese di 25 Nazioni. Cos'è Informest? Fondata nel 1991 dalle Regioni di Friuli V.G. e Veneto e dal Ministero per lo sviluppo economico, affiancati dalle rispettive Unioncamere, da Trentino Alto Adige, Provincia autonoma di Trento e Comune-Camera di commercio di Gorizia, l'agenzia si propone, come sottolinea l'amministratore unico Silvia Acerbi «di far recuperare margini di competitività alle nostre imprese e di valorizzare le tante eccellenze produttive presenti nell'area del Triveneto». Quindi dal prossimo 1° gennaio tutte le industrie vicentine associate potranno scaricare informazioni, dati, osservazioni relativi a Albania, Armenia, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Estonia, Federazione Russa, Kazakstan, Lettonia, Lituana, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria, Uzbekistan ma anche Cina, Turchia e Vietnam.
CREDITO, CHE FATICA! «L'export veneto è da sempre proiettato verso l'Est Europa - sottolinea Fortuna - un tempo per ricercarvi opportunità di contenimento dei costi industriali e di rinnovata competitività, oggi come vasta area di opportunità commerciali. È un'area non omogenea, che comprende stati già nella Ue, altri sull'uscio e i grandi mercati dell'ex Urss che stanno investendo nello sviluppo di una loro area di integrazione doganale. Chi ha investito in passato ha spesso sentito la necessità di sviluppare gli investimenti fatti ma deve analizzare come farlo e con quali capitali». Tra gli strumenti anche le società finanziarie come Finest, operativa in 30 Paesi. La Germania - Stato e Bundesbank - incombe e se il genio italico d'impresa talora fa la differenza, da solo non basta più.

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