09 aprile 2020

Economia

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16.04.2019

«Non bastano più i prodotti, ora serve gestire il credito»

Mirko Bragagnolo, secondo da sx, insieme ai relatori in Confindustria
Mirko Bragagnolo, secondo da sx, insieme ai relatori in Confindustria

Un obiettivo: migliorare la gestione finanziaria e l’accesso al credito delle imprese industriali. Confindustria ha messo in fila 5 “soluzioni” e, per la prima volta ieri, ha riunito allo stesso tavolo i rispettivi esperti per offrire una fotografia di strumenti complementari. All'indomani della presentazione dell’indagine sul mercato del credito in provincia di Vicenza che ha evidenziato conti sì positivi delle imprese, ma un peggioramento nei rating legato alla zavorra-Paese, l’associazione punta a mettere le sue aziende nelle condizioni migliori per crescere. Lo dice chiaro Mirko Bragagnolo, delegato dell’area credito e finanza: «Non si hanno davanti anni semplici e non bastano più buoni prodotti, è necessario presentarsi sui mercati con una buona finanza». Sono strumenti proposti tramite convenzioni agevolate che permettono alle industrie «di avere un profilo creditizio chiaro e trasparente, aumentare il capitale circolante, migliorare il bilancio riducendo la posizione creditoria, attuare una pianificazione finanziaria, monitorare e revisionare le proprie strategie». DALLA TESORERIA AL CONTROLLO CENTRALE RISCHI. Quando un’azienda fallisce spesso si richiama la mancanza di cassa. Confindustria Vicenza e Albasoft hanno sottoscritto un accordo per un software di tesoreria di nuova generazione con cui è possibile avere il controllo della pianificazione finanziaria e anche dell'operatività quotidiana che semplifica le attività. A questo servizio si aggiunge anche un pacchetto per l'analisi della Centrale rischi con la possibilità di disporre della mappatura certa e precisa dei debiti dell'azienda verso le banche, suddivisi per tipologia, scadenza, singolo istituto erogante, garanzie e fidejussioni prestate a favore dell'azienda e anche dell'impresa a favore di terzi (ad esempio per un leasing). «Non è una banca dati pubblica - precisa Alberto Nardi, responsabile area credito e finanza di Confindustria Vicenza - ma un sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia che gli istituti utilizzano per monitorare l'accesso al credito. È importante per le aziende imparare a leggerlo e tenerlo sotto controllo». CREDITO ALTERNATIVO. C’è poi uno strumento legato alla finanza non bancaria anche perché - ha ricordato Bragagnolo - il 17% del mondo industriale vicentino ha dichiarato di conoscere strumenti alternativi al credito bancario. In questo caso invece di rivolgersi alla banca per farsi anticipare la fattura, l’impresa può venderla su workinvoice.it. Su questa piattaforma l’azienda può scontare pro-soluto le fatture, ottenendo un anticipo del 90% dell’importo nel giro di 48 ore da parte del buyer. Alla scadenza della fattura, quando il debitore pagherà il buyer, l’impresa percepirà il saldo (al netto del rendimento del compratore). La cessione avviene con il meccanismo dell’asta, funziona online e non impegna la Centrale rischi. IL “PASSAPORTO” DEL CREDITO. Ad una soluzione nuova come la piattaforma per l’anticipo fatture, un servizio ormai collaudato come il “Credit passport”, report che misura la probabilità di insolvenza, rivolto alla società di capitali con fatturato sopra i 500 mila euro, escluse start up e settore immobiliare. Il punto di forza è il combinato Credit Data Resarch e Moody’s Analitycs che, è stato ricordato ieri, per le analisi si basano su modelli internazionali. Quindi presentando la sua “pagella” rilasciata da un soggetto terzo l’azienda può migliorare il dialogo con le banche. E ha anche un profilo autorevole della propria reputazione creditizia con cui rivolgersi a clienti e partner, soprattutto quando si reca all’estero. COSTRUIRE UN PIANO. Ma per costruire i propri piani l’impresa può anche monitorare gli altri. Confindustria Vicenza ha sottoscritto un accordo con Prometeia per analisi su oltre 170 micro-settori: si possono ricavare ad esempio le posizioni rispetto ai concorrenti e le previsioni di domanda. E disegnare così le proprie strategie future. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan
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