18 aprile 2019

Economia

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17.01.2018

La start-up trionfa
al Ces e trova
pure un partner

Il cto Federico Stefani (a sx) e il ceo Guido Nardo di Vision Lab Apps
Il cto Federico Stefani (a sx) e il ceo Guido Nardo di Vision Lab Apps

Hanno girato il mondo alla ricerca del partner giusto, alla fine si sono conosciuti a Las Vegas pur abitando ad un tiro di schioppo l’uno dall’altro. Visti e piaciuti. Il matrimonio è questione di giorni e sarà celebrato in Italia tra Vicenza e Brescia. Il colpo di fulmine al Ces, Consumer electronic show, il salone dell’elettronica di consumo più importante al mondo, chiuso da pochi giorni con il record di visitatori. È a Las Vegas, sede della rassegna, che la start up innovativa Vision Lab Apps con sede a Torri di Quartesolo specializzata nello sviluppo di software per la realtà aumentata e gli smart glasses ha coronato un suo sogno: l’incontro con un produttore di occhiali che cercava una software house come partner. Ne è nata la promessa per una doppia collaborazione: i vicentini svilupperanno la tecnologia per gli occhiali dell’impresa bresciana che si è sempre più orientata all’elettronica, i bresciani forniranno ai vicentini gli occhiali per sviluppare i propri software a servizio delle imprese manifatturiere. Con il risultato in entrambi i casi di un prodotto al 100% Made in Italy. IL DEBUTTO. L’impresa - unica vicentina - faceva parte della delegazione di 29 selezionatissime start-up italiane trainate al Ces dal Ministero dello Sviluppo economico con diversi promotori, sotto il cappello del Made in Italy. La delegazione a sua volta era collocata nel padiglione delle eccellenze, denominato Eureka, con altre 900 start-up da tutto il mondo. Vision Lab Apps rappresentata a Las Vegas dal ceo Guido Nardo, classe 1981 di Vicenza e dal giovane direttore tecnico Federico Stefani, classe 1995 di Rosà, lanciava un progetto in ambito industriale manifatturiero chiamato Era, Entreprise remote assistance, per la formazione, l’assistenza e la manutenzione di macchinari e software da remoto tramite l’utilizzo di smart glasses. Occhiali performanti che permettono agli operatori di avere le mani libere e la massima concentrazione su quello che stanno facendo e con cui è possibile inviare e ricevere informazioni, anche da remoto; occhiali la cui tecnologia tiene in contatto in tempo reale persone e attrezzature. E con cui fare formazione: «Molte imprese investono tempo ed energia per il personale - sostiene Nardo -, ma poi scontano a volte un altissimo turn-over. Gli smart glasses permettono un’immersione nella realtà aumentata grazie ad un software che fa formazione. Indossando gli occhiali davanti alla macchina si può quindi imparare ad usarla». LA TECNOLOGIA. La start-up vicentina aveva già avuto il suo battesimo nel settore entrando due anni fa nel programma di Google e sperimentando occhiali da usare in ambito sanitario. Poi il giro di mezzo mondo dalla California alla Cina bussando nelle maggiori “corporation” alla ricerca dei fornitori di occhiali, spesso scontrandosi con paletti e costi alti. Alla fine nei mesi scorsi, grazie ad una ricapitalizzazione, la start-up vicentina ha potuto investire su dispositivi americani e continuare la sperimentazione sul manifatturiero. Poi Las Vegas: «Ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto - sostiene Nardo -: grazie alla campagna che abbiamo fatto al Ces la società bresciana è venuta a cercarci e abbiamo incrociato le esigenze mettendo le basi per un accordo: noi svilupperemo il software per i loro occhiali e loro ci forniranno gli occhiali per sviluppare i nostri software a servizio delle aziende». Imprese a cui peraltro Vision Lab Apps ha destinato un’iniziativa: «Ne stiamo selezionando 30 per fornire una licenza gratuita di tre mesi con cui potranno testare il sistema degli smart glasses. Ci piacerebbe che a rispondere fossero soprattutto le imprese del territorio vicentino per dimostrare come questa tecnologia permetta di ottimizzare i tempi, risparmiare sui costi, ridurre gli errori». LE OPPORTUNITÀ. Intanto a sfruttare tutte le opportunità del Ces sono stati loro: prima l'incontro con 200 investitori promosso per le start-up. «In questa occasione - racconta Nardo - abbiamo conosciuto un vicepresidente di TechStars, uno dei più importanti acceleratori Usa, e siamo stati ammessi alla “pitch competition”, una gara fra le migliori 10 start-up su realtà aumentata, realtà virtuale e robotica. Avevamo tre minuti per esporre il nostro progetto di business davanti a 100 finanziatori della Silicon Valley». Se son altre rose sbocceranno. •

Roberta Bassan
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