06 dicembre 2019

Economia

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29.10.2019

«La “plastic tax” penalizza le Pmi e non aiuta il riciclo»

La tassa sull’imballaggio di plastica in vigore da giugno 2020
La tassa sull’imballaggio di plastica in vigore da giugno 2020

«Non posso imporre novità che danneggino le industrie, ad esempio togliere la plastica monouso. Devo avviare una riforma graduale, le misure le decideremo insieme». Era un mese fa a Valdagno quando il ministro allo sviluppo economico M5s Stefano Patuanelli, dal palco della Marzotto, invitato all’assemblea di Confindustria Vicenza e davanti a 1.500 persone, tendeva la mano agli imprenditori al confronto allargato anche all’ambiente, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, convinto sostenitore della sua importanza come tema economico e di sviluppo. In prima fila il ministro veneto, collega di partito, Federico D’Incà. Invece poi è arrivata la tassa. Un euro di tassa per ogni chilogrammo di imballaggio in plastica a partire da giugno 2020. «Così si distrugge tutto il settore» hanno tuonato prima i produttori europei della plastica con il vicentino Renato Zelcher, ceo della Crocco di Cornedo, tra i vertici. E poi la lettera-appello giovedì scorso ai parlamentari del territorio di Luigi De Tomi, direttore generale della Teraplast di Castelgomberto, a capo della sezione di Confindustria Vicenza che dai tappi delle bottiglie alle pellicole comprende una novantina di imprese con 6 mila addetti. I FAVOREVOLI. Lettera a cui risponde la senatrice bassanese Cinque Stelle Barbara Guidolin, che siede nella maggioranza giallorossa: «La nostra posizione è favorevole. L’obiettivo della “plastic tax” - spiega - è disincentivare l’uso della plastica a favore di altre forme di imballaggio eco-sostenibile. Naturalmente accogliamo le istanze, ma è una strada percorsa anche da altri Paesi europei. Del resto ho avuto modo di confrontarmi con aziende del mio territorio e posso dire che sono loro in primis ad esprimere i nuovi progetti puntando sull'innovazione. La tassa può agevolare questo percorso». Non fa una piega il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta (Pd): «Abbiamo un problema di saldi di bilancio - ammette - ma siamo disponibili al confronto». PRESSING. Stasera deputati e senatori della neonata Italia Viva si riuniranno con Renzi sulla manovra finanziaria. In teoria sono in maggioranza, in pratica - spiega la senatrice Daniela Sbrollini - una parte del Governo ha un’idea diversa dalla nostra: «Sia sulla tassazione della plastica che delle bibite noi avevamo espresso parere negativo. Io sarei dell’avviso - risponde alla lettera - di capire se ci sono margini per non applicarla, aggredendo invece altri settori come tabacco e gioco. «CRIMINALIZZA LE IMPRESE». Lettera che la senatrice della Lega Nord Erika Stefani, ieri al Governo da ministro oggi sui banchi dell'opposizione, sottoscrive: «Per il Vicentino la tassa sugli imballaggi avrà, purtroppo, un impatto occupazionale devastante. Ho parlato con vari imprenditori del settore che hanno pronosticato la chiusura delle fabbriche il che implica l’apertura del mercato alle aziende straniere e un problema occupazionale enorme che la nostra provincia dovrà affrontare. L’assurdità è che, questa del Governo giallorosso, non è una battaglia a tutela dell’ambiente ma semplicemente un modo come un altro per battere cassa. La lotta per la tutela ambientale - evidenzia - si fa in modo serio attraverso ricerca e programmazione non cercando e individuando negli imprenditori un nemico pubblico. Criminalizzare questi imprenditori è una scelta che questo governo pagherà caro». «SERVONO INCENTIVI». Dalla Lega a Forza Italia la musica cambia di poco: «Per quanto mi consta - sostiene l’on. Pierantonio Zanettin - oggi la plastica è integralmente riciclabile e il nostro Paese è all’avanguardia. Esistono aziende che operano con successo in questo comparto: con la plastica riciclata si fanno traversine dei treni d’alta velocità, cassette per la frutta e tanti altri oggetti di uso comune. Sarebbe dunque più intelligente incentivare il riciclo della plastica, piuttosto che penalizzare l’intera filiera produttiva. Ho l’impressione - prosegue - che il Governo con questa misura tenda a fare cassa puntando alla “decrescita felice” teorizzata da Beppe Grillo. Può andare bene sostituire le cannucce, i bicchieri o i sacchetti per la spesa con materiali biodegradabili, ma per fare questo non occorre certo applicare un balzello all’intera industria della plastica». Filone sul quale preme anche l’on. Maria Cristina Caretta (Fdi): «Condivido la giusta rimostranza degli imprenditori - afferma -: come partito condividiamo la necessità di ridurre l'impatto ambientale ma non a suon di tasse: piuttosto dovrebbero essere pensati degli incentivi per la sostituzione dei materiali di imballaggio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan
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