18 giugno 2019

Economia

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30.12.2017

Ex BpVi in Intesa Nelle filiali regna ancora il caos

Fila allo sportello in una filiale ex BpVi
Fila allo sportello in una filiale ex BpVi

Roberta Bassan Esce dalla filiale di Breganze, Piazza Mazzini, 9.30 di ieri mattina, la signora era la nona in fila: «Ci vuole tanta pazienza». Alla filiale di Zanè un imprenditore ha telefonato mezza mattina a vuoto, alla fine ha mandato un’impiegata in via Manzoni chiedendo di farsi richiamare. Chiedeva una nuova carta di credito aziendale. Lo hanno rimandato a dopo le feste, «meglio dopo il 15 gennaio». E comunque - hanno risposto - ci saranno i centri imprese. Ma i passaggi non sono ancora avvenuti. Un responsabile di filiale di Vicenza ha confessato che almeno fino a marzo «non se ne uscirà», i clienti sono stanchi, «iniziano a fioccare chiusure di conti». A 20 giorni dalla migrazione informatica delle ex BpVi e Veneto Banca in Intesa Sanpaolo regna ancora il caos agli sportelli. Nel passaggio di una mole di dati che ha riguardato 2 milioni di famiglie, 200 mila imprese, 1,5 milioni di conti correnti è inevitabile che qualcosa si sia perso per strada. Ma qualche situazione sta diventando complessa. Ad esempio per chi si è visto tredicesima e stipendio saltato: in un'azienda alla fine hanno pagato con l’assegno. Ieri poi è emerso che ci sono stati errori nella migrazione di alcuni fidi con la conseguenza di clienti che temono di sconfinare in Centrale Rischi e con il rischio fondato di spese extra-fido che arriveranno, quelle sì c’è da scommetterci, puntuali. E allora il personale è chiamato a rimettere in moto la pratica che è diversa da prima e che nessuno è ancora capace di compilare e non c’è neppure tempo di imparare in questi giorni perché la fila allo sportello cresce. E poi ci sono stati i pre-pensionamenti e altri esodi arriveranno. La fotografia presentata ai vertici delle relazioni industriali di Intesa dal coordinamento sindacale Fabi, First-Cisl, Cgil Fisac, Ugl, Uilca, Unisin è una litania: «Code interminabili agli sportelli, rallentamenti delle procedure, situazioni specifiche della clientela gestita anche dalla liquidazione coatta amministrativa, cattivo funzionamento di bancomat e home banking, problemi per le attività di Tesoreria (uno su tutti il pagamento dei ticket sanitari), criticità rispetto agli affidamenti delle imprese». «Questa situazione - hanno spiegato - unita all’intensa attività del mese di dicembre, sta esasperando la clientela e, di conseguenza, creando forte tensione ai lavoratori già impegnati ad imparare le nuove procedure». «Pur capendo la complessità dell’operazione - ha aggiunto Mauro Turatello del coordinamento Intesa per l’ex BpVi Fabi - stiamo riscontrando ancora troppe inefficienze e buchi procedurali a cui stanno facendo fronte con abnegazione i colleghi dell’ex BpVi, insieme anche a quelli di Cariveneto che li stanno supportando». I sindacati hanno chiesto di prevedere un periodo di ulteriore affiancamento delle task force, supporto alle filiali imprese, uffici specializzati con professionalità specifiche, riconoscimento del lavoro straordinario. Risposta: «L’azienda si è resa disponibile al monitoraggio delle criticità per individuare ulteriori supporti e formazione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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