31 maggio 2020

Economia

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22.05.2020

Confindustria
"Impresa sicura" è
«una presa in giro»

Un dipendente in azienda con la mascherina
Un dipendente in azienda con la mascherina

 «Una vergogna sia per la cifra, 50 milioni per la sicurezza di 17 milioni di persone che lavorano, sia per le modalità, click day». Lo afferma in una nota Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza, commentando gli esiti del bando Invitalia «Impresa Sicura» per le spese sostenute dalle aziende per l’emergenza Covid-19.

«Ho ricevuto le telefonate di decine di imprenditori imbufaliti - prosegue Vescovi - non tanto per il contributo che non riceveranno, ma per la presa per i fondelli che questo bando ha rappresentato per l’impresa e per i lavoratori. Ci sono professionisti che han speso tre-quattro ore di lavoro, quindi forze levate alla creazione di valore aggiunto, per compilare debitamente la domanda per poi venir scalzati perché il click è
arrivato 1,046 secondi dopo l’apertura del bando. La prossima volta assoldiamo dei giocatori professionisti di videogiochi,
perchè qui è una questione di abilità e coordinazione
occhio-mano, non certo di correttezza o qualità della domanda»,
sottolinea.

Il presidente degli Industriali vicentini chiede quindi che «ci sia almeno un parziale scorrimento e quindi rifinanziamento; che si trovi il modo di recuperare gli altri, magari in sede di conversione del decreto Rilancio, visto che si parla di 55 miliardi. Che i debiti, per lo meno, si facciano per cause giuste e utili, come i dispositivi di sicurezza sul lavoro», conclude.

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