11 agosto 2020

Economia

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11.07.2020 Tags: Causa Covid paghiamo più pensioni che buste paga , Cgia

Causa Covid ora si pagano più pensioni che buste paga: Veneto in controtendenza

Il numero delle pensioni erogate in Italia ha superato quello degli occupati. Se nello scorso maggio coloro che avevano un impiego lavorativo sono scesi a 22,77 milioni di unità, le pensioni erogate sono superiori. Lo rileva la Cgia osservando che all’1 gennaio 2019 le pensioni erogate in Italia ammontavano a 22,78 milioni. Se si tiene conto del normale flusso in uscita dal mercato del lavoro da parte di chi ha raggiunto il limite di età e dell’impulso dato dall’introduzione di «quota 100», successivamente all’1 gennaio 2019 il numero delle pensioni è salito almeno di 220 mila unità. 

 

«Il sorpasso è avvenuto in questi ultimi mesi - spiega Paolo Zabeo -. Dopo l’esplosione del Covid, infatti, è seguito un calo dei lavoratori attivi. Con più pensioni che impiegati, operai e
autonomi, in futuro non sarà facile garantire la sostenibilità della spesa previdenziale che ora supera i 293 miliardi di euro all’ anno, il 16,6% del Pil. Ancorché le statistiche a livello territoriale siano datate, il Veneto, comunque, è in controtendenza rispetto al dato medio nazionale».

Tra le 7 province venete solo Rovigo presenta un numero di pensioni superiore a quello degli occupati (saldo -5 mila). Tutte le altre, invece, mantengono il numero degli occupati su una soglia maggiore al numero delle pensioni, in particolar modo a Padova (saldo +90 mila), a Verona (+80 mila), a Treviso (+78 mila) e a Vicenza (+69 mila). Ovviamente, le situazioni più critiche si registrano nelle realtà dove l’età media della popolazione è più avanzata.

In Veneto, infatti, quella più elevata si registra a Rovigo (47,69 anni medi), subito dopo scorgiamo Belluno (47,26) e Venezia (46,30). Le province più “giovani”, invece, sono Verona (44,34) e Vicenza (44,32). L’età media regionale è di 45,10 anni, contro una media nazionale di 44,91. 

 

A livello nazionale tutte le 8 regioni del Sud hanno un numero di pensioni superiore a quello degli occupati. Tra le province meridionali solo tre registrano un saldo positivo (più lavoratori attivi che pensioni erogate): Teramo, Ragusa e Cagliari. Al Nord, invece, l’unica regione in «difficoltà» è la Liguria, che ha tutte le 4 province con il saldo negativo e il Friuli V.G. che ha un saldo pari a zero. Al Centro, invece, male anche l’Umbria e le Marche. A livello regionale l'età più elevata è in Liguria (48,46 anni medi), poi in Friuli (47), in Piemonte (46,54), in Toscana (46,52) e in Umbria (46,49). A livello provinciale, invece, la realtà più «vecchia» è Savona (48,85 anni medi), seguono Biella (48,70), Ferrara (48,55), Genova (48,53) e Trieste (48,39). Le più giovani sono Bolzano (42,30), Crotone (42,18), Caserta (41,35) e Napoli (41,31). 

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