21 ottobre 2019

Economia

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18.04.2019

«Beltrame modello E per Notre Dame ci aiuterete voi»

Da sx. Hélène Masset, Patrizia e Antonio Beltrame, Christian Masset, Remo Pedon, Barbara Beltrame
Da sx. Hélène Masset, Patrizia e Antonio Beltrame, Christian Masset, Remo Pedon, Barbara Beltrame

Toglie la tuta ignifuga e il caschetto dopo aver visitato la “cittadella” della Beltrame dove si producono laminati mercantili, accompagnato dal presidente e amministratore delegato Antonio e dalla nipote Barbara, vicepresidente di Confindustria Vicenza. «C’è un legame molto forte con questa azienda che ha un'acciaieria-gemella a nord della Francia. Per noi Beltrame è un partner importante per lo sviluppo economico e per l’industria siderurgica in Europa». L’ambasciatore francese a Roma Christian Masset ha fatto tappa ieri pomeriggio a Vicenza. Oggi sarà a Verona, ieri mattina era a Padova, il giorno prima a Treviso. E lunedì era a Venezia. È da lì che ha assistito in diretta al rogo della “sua” cattedrale: «Abbiamo vissuto la stessa cosa con l’incendio alla Fenice, sappiamo quanto è terribile, ma ce l'abbiamo fatta - mi ripetevano i veneziani - è stato un messaggio di speranza fantastico. Così come è stata incredibile la solidarietà che abbiamo ricevuto dall’Italia dopo l’incendio di Notre Dame». I RAPPORTI. Acqua passata le tensioni tra i due Governi culminati con il presidente della Repubblica francese Macron che lo scorso febbraio aveva richiamato in patria per una settimana l’ambasciatore. Ed era proprio in quel periodo che doveva tenersi la visita del diplomatico nel nostro territorio, che poi è stata riorganizzata. «Sto facendo una serie di incontri nel Veneto - spiega l’ambasciatore - perché questo è il motore economico dell'Italia e anche in qualche forma, si può dire, il baricentro politico. Tutto quello che riguarda il Veneto ha un impatto sul Paese e quindi è normale che l’ambasciatore di Francia sia qui, in particolare nel Vicentino». La Beltrame è l’unica azienda toccata in questo tour veneto: «La conoscevo solo di nome, sono contento di averla visitata perché il legame che ci unisce è molto forte». MODELLO-BELTRAME. Il gruppo siderurgico da un miliardo di fatturato e duemila dipendenti in sei stabilimenti ha proprio in Francia a Trith Saint Leger un impianto del tutto simile a quello di Vicenza, acquisito nel 1994 e con 550 dipendenti. Ed è alle competenze italiane e vicentine che l’ambasciatore fa riferimento pensando al disastro appena vissuto con Notre Dame: «Continuo a provare il sentimento di una perdita devastante - confessa - però ora anche di grande speranza. Tutti si sono uniti attorno a questo simbolo, il presidente Macron ha annunciato che in 5 anni sarà ricostruito, ci sono molte promesse per i finanziamenti, ma anche imprese e istituti che si sono fatti avanti per partecipare con la loro tecnologia e l’esperienza. Sarà un cantiere enorme - prefigura - quello che posso dire è che ci sarà una valutazione delle diverse competenze e, visto che l'Italia è il Paese per eccellenza della tutela del patrimonio, penso che avremo molto bisogno del vostro contributo». LA COLLABORAZIONE. Gli scambi, quelli economici, intanto avanzano. «Tra Veneto e Francia crescono ogni anno - prosegue l’ambasciatore - il Veneto cresce più veloce dell'Italia e la Francia a sua volta è un Paese che cresce: c’è un potenziale molto forte». E si torna alla Beltrame: «È un ottimo esempio di impresa che ha investito in Francia e a loro volta le aziende francesi possono investire qui. Gli “investimenti incrociati” sono un modello da perseguire». E c’è l’export. La Francia è il terzo Paese di sbocco per il manifatturiero di Vicenza (1,5 miliardi, +7%): «Mi auguro - strizza l’occhio l’ambasciatore - che diventi il secondo». E a strizzare l’occhio anche Remo Pedon, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai mercati esteri, anche lui ieri in Beltrame: «Questo è un territorio molto attrattivo. Quattro ambasciatori a Vicenza e un paio di primi ministri in due mesi vorranno pure dire qualcosa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Bassan
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