17 luglio 2019

Economia

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15.06.2019

Baxi e Fiam, casi d’avanguardia nel prodotto smart

Giovanni Miragliotta, Filippo Miola, Francesco Reffo, Nicola Barchetta
Giovanni Miragliotta, Filippo Miola, Francesco Reffo, Nicola Barchetta

Riscrivere i confini della competizione trasformando persino i competitor in alleati. È questo il futuro e al centro c’è il prodotto “smart”, intelligente e connesso, al quale è stato dedicato l’ultimo dei tre incontri a palazzo Bonin sulle storie di trasformazione digitale raccontate da Confindustria Vicenza attraverso le imprese. Il “prodotto intelligente”, smart product, sposta l’asse della competizione sempre più sul servizio al cliente e in un’epoca in cui, grazie a internet, non è più l’azienda ma il consumatore a detenere le informazioni, essere competitivi significa creare oggetti che aprano la strada a servizi integrati che rendano più accattivanti i prodotti e più facile la vita alle persone. E le aziende possono trarre vantaggio dall’enorme mole di dati generata. UN PRODOTTO, PIÙ POSSIBILITÀ DI BUSINESS. Come ha spiegato l’esperto di 4.0 Giovanni Miragliotta creare prodotti intelligenti e connessi offre più vantaggi: si possono acquisire dati sul reale utilizzo di un prodotto per ottimizzarlo o per crearne di “su misura” o, ancora, per ottimizzare i processi collegati (l’armadietto dei farmaci di un ospedale collegato alla sala operatoria può ordinarli da sé azzerando gli sprechi). Ma si possono anche rivendere i dati o allargare il proprio business a nuovi prodotti o servizi collegati, anche in partnership con altre aziende. Il prodotto con sensori, software e connettività, è insomma solo la porta che si apre su un mondo di possibilità. A fare la differenza è ‘il sistema’ di più prodotti smart che dialogano tra loro: come il braccialetto fitness che, ‘parla’ con le macchine della palestra e calibra l’allenamento ottimale per quel giorno. Migliori prestazioni, sostenibilità, flessibilità di utilizzo, protezione dai rischi collegati all’obsolescenza programmata sono i motivi che spingono ad acquistare prodotti smart, mentre si fa strada un futuro in cui i servizi saranno sempre più importanti: le industrie di lavatrici venderanno lavaggi, quelle di stampanti copie. Come ricorda Filippo Miola - delegato di Confindustria Vicenza per Industria 4.0 e innovazione - il prodotto intelligente può dunque cambiare il modello di business. Nel Vicentino stanno lavorando in questa direzione anche Baxi di Bassano e Fiam Utensili Pneumatici di Vicenza. AVVITATORI INTELLIGENTI E CALDAIE SULLO SMARTPHONE. Fiam ha sviluppato avvitatori e sistemi di assemblaggio automatico che oggi si connettono alle fabbriche 4.0 generando un continuo flusso di informazioni in modo da monitorare, interpretare e ottimizzare i processi. Il vantaggi sono molteplici - spiega il direttore commerciale e marketing Nicola Barchetta - e si riflettono sulla qualità con possibilità di eseguire controlli continui prima di arrivare alla fine dell’assemblaggio fino ad arrivare ai prodotti più evoluti che si autoconfigurano per adattarsi a diverse operazioni. È la risposta all’alta personalizzazione richiesta dal mercato che ha comportato un tasso di variabilità sempre più alto nell’assemblaggio: questi sistemi sono in grado di assecondarlo in maniera efficiente. Anche grazie a questa evoluzione cresce Fiam, 83 dipendenti, 11,8 milioni di fatturato: ogni anno vende 300 macchine automatiche per avvitatura da applicare ai robot collaborativi. Invece Baxi - ricorda il digital marketing manager Francesco Reffo - ha da tempo inserito l’intelligenza artificiale nel termostato delle caldaie. Si può impostare la temperatura dal cellulare e il sistema avvisa in caso di blocco. Anche il service Baxi riceve il messaggio di guasto: contatta il cliente in tempo reale per intervenire. Il Kit per la caldaia intelligente lo si acquista: si parte da 320 euro che si ripagano in comodità, migliore gestione e assistenza, possibilità di collegare l’impianto a un Home Assistance e risparmio con una corretta gestione dei consumi che il sistema traccia e traduce in grafici. Baxi, 750 dipendenti e 250 milioni di fatturato, vende 400mila caldaie l’anno di cui il 37% all’estero. E sono soprattutto gli stranieri ad apprezzare queste funzionalità richieste dal 17% dei clienti, mentre in Italia solo uno su 10 opta per una caldaia intelligente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Zuccon
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