11 agosto 2020

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17.03.2017

Suor Germana
Riecco "l'angelo"
tra i fornelli

Suor Germana, vicentina di Crespadoro, e l'Agenda edita da De Agostini
Suor Germana, vicentina di Crespadoro, e l'Agenda edita da De Agostini

La signora delle ricette suor Germana (al secolo Martina Consolaro di Durlo di Crespadoro), è riapparsa in pubblico dopo quindici anni, nei quali comunque ha sempre lavorato, distribuito consigli, rifatto e riproposto menù da mettere in tavola tutti i giorni grazie all’ “Agenda casa” che la casa editrice De Agostini continua a proporre e che viene tradotta anche in Francia, Germania e in altri Paesi della Comunità europea. Un successo senza confini che prosegue considerando quando il pianeta cucina sia cambiato con consigli on-line e pubblicazioni di tutti i generi.

 

Il 2017 per l’”Angelo dei fornelli” come in più occasioni è stata definita, è particolare: festeggia il 60esimo dall’Ordinazione, i trent’anni del ricettario e un compleanno importante: 78 anni.

Lei continua a non avere pause o tempi morti anche se si trova in una casa di riposo lombarda. Ha mente fresca, idee da vendere e la voglia di parlare anche della depressione che l’ha allontanata dal suo pubblico, dalla comunità e dalle sue coppie di giovani. E per esserci sta pensando ad un libro che racconta la sua vita. «Lo sto ultimando- spiega –, ho visto così tanto in questa esistenza che vale la pena descriverlo, condividerlo anche solo per lasciare una testimonianza. Un segno, un racconto. Del resto tutto quello che Papa Francesco va dicendo da anni sulla famiglia, sulla vicinanza, l’ho messo in atto trent’anni fa quando avvicinavo le coppie parlando di cucina, ma era solo un mezzo per rimanere con loro e per mettere a disposizione una conoscenza che si è affinata col tempo con una religiosità che mi ha sempre accompagnato, ma mai in maniera invadente. Ero un angelo caduto in cucina- prosegue - dove cercavo di mettere ordine tra i fornelli per poi volgere lo sguardo in altre stanze, in altre situazioni e problemi».

 

Nelle ricette di suor Germana c’è il Veneto, l’Italia la semplicità. Piccole vibrazioni che ti fanno tornare indietro a pubblicazioni come “Quando cucinano gli angeli”, edito da Piemme (1983), con la collaborazione di Giampaolo Redigolo, che raggiunse due milioni di copie vendute, “L'Agenda casa di Suor Germana”, (1987), inizialmente edita da Piemme, poi dall'Editrice Capitello e infine, a tutt'oggi, dalla De Agostini. La religiosa venne scoperta e portata in televisione da Edoardo Raspelli che la fece cucinare in diretta nelle mattinate di Rai2 a “Che fai, mangi?” condotto da Carla Urban ed Anna Bartolini, regista Nichi Stefi e curatore Giovanni Minoli e ancora tanti altri programmi di successo.

 

Che cosa ricorda di quegli anni?

Tutto, la passione, la gioia. Giovani coppie che ora accudiscono i figli dei loro figli e non mi hanno dimenticato. Sono entrata nella famiglia passando dalla cucina

 

Sta scrivendo dell’altro?

Certo, come si dice l’appetito viene mangiando. Ho scritto la storia della mia vita, parlando anche delle vicende legate all’allontanamento dal consultorio Punto famiglia, riferimento per decenni di migliaia di coppie e volontari, delle persone che hanno sfruttato la mia generosità e che mi hanno fatto del male facendomi cadere in depressione. Ma questa è una malattia dalla quale si può guarire. Servono farmaci e attenzioni e ora sto decisamente meglio anche se è stata dura. Però, si rinasce.

 

E adesso dove vive?

Tra gli anziani. È un po’ strano, ero abituata a stare con i giovani. Comunque li tengo allegri, purtroppo non mi fanno cucinare, ma vado comunque al mercato, parlo con la gente. Sto già pensando alle ricette per il prossimo anno.

 

Da quanto tempo manca da Crespadoro?

Tantissimo, ma ho in programma un viaggio. Lì c’è ancora la casa dei miei genitori, dove abita uno dei miei fratelli. Eravamo in nove ora siamo in sei.

 

Se dovesse cucinare per papa Francesco, che cosa gli proporrebbe?

Domanda complessa perchè lui è un esperto di cucina. In Argentina si arrangiava ed era bravo. Comunque gli preparerei un piatto semplice: polenta che metterei in forno e poi cucinerei filetti di pollo con funghi e panna da mettere al centro. Piatto unico: ingredienti poveri, poco lavorati e che sfamano.

 

Altri libri, biografia a parte?

Mi piacerebbe pensare alle ricette dei libri per bambini. Quelli delle fiabe per intenderci. Le riscriverei, così anche loro imparerebbero a mangiare cose sane e nutrienti. Parlare di cibo con i piccoli è fondamentale. E, chissà, che il messaggio passi anche ai genitori.

 

Nel 2017 festeggerà il sessantesimo dalla sua ordinazione?

Volevo farmi suora a 12, i miei non erano molto convinti, mio padre era un boscaiolo. Poi iniziai uno sciopero della fame e dovettero arrendersi. Non fu facile trovare un convento che mi potesse accogliere così piccola: il Famulato Cristiano in cui entrai nel 1957 e nel ’94 nell’Ordo Virginum, religiose che rispondono all’arcivescovo di Torino. Il prossimo 2 luglio festeggerò la vita consacrata e il giorno dopo il mio compleanno.

 

Rimpianti?

No, sono entrata nelle famiglie attraverso la cucina. Non dimentichiamoci che stomaco e cuore sono poco lontani. Metterli in sintonia non è stato semplice. Per strada la gente mi riconosce, mi chiede consigli. Certo, non sono più quella di un tempo, mi piacerebbe anche cambiare la mia foto dall’agenda. Ma non è possibile.

Chiara Roverotto
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