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29.11.2019 Tags: Appuntamenti

Schio, la strage e le figlie di Pinelli

L’interno della banca:    Milano, 12 dicembre 1969 giorno della strage
L’interno della banca: Milano, 12 dicembre 1969 giorno della strage

Claudia e Silvia Pinelli, figlie di Pino, il ferroviere anarchico al centro di uno dei casi politico - giudiziari più clamorosi e controversi della storia italiana contemporanea e Carlo Arnoldi, presidente dell’associazione Familiari vittime di piazza Fontana, saranno a palazzo Toaldi Capra di Schio domani, sabato 30 alle 16, in un incontro pubblico condotto da Ugo De Grandis e con il commento musicale di Roberta Tonellotto e Ugo Restiglian. Sarà un tuffo a ritroso di mezzo secolo, a quel 12 dicembre 1969, un venerdì, quando alle 16.37 si verificò un’esplosione all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano. L’ordigno, collocato sotto a un pesante tavolo nel salone centrale, provocò 88 feriti e 14 morti immediati, che salirono a 16 nei giorni successivi e a 17 nel 1983, a causa di lesioni mai guarite. Sin dalle prime ore le indagini furono orientate verso gli anarchici milanesi: un’ottantina di persone furono fermate e il 15 dicembre, giorno dei funerali delle vittime, fu diffusa la notizia dell’arresto del responsabile materiale dell’attentato, riconosciuto da un tassista che lo aveva trasportato fino alla banca, dove aveva lasciato una valigia. Si trattava di Pietro Valpreda, di professione ballerino, che fu subito indicato come il “mostro” e sottoposto a una gogna mediatica senza precedenti. La notte successiva, da una finestra al quarto piano della Questura di Milano, cadde al suolo Giuseppe Pinelli, anch’egli anarchico, trattenuto da tre giorni e sottoposto a stringenti interrogatori. Trasportato all’ospedale, morì poco dopo. Un suicidio, sostenne un’ora più tardi davanti ai giornalisti il questore di Milano, Marcello Guida: Pinelli aveva visto cadere il suo alibi e aveva preferito gettarsi nel vuoto. Nei primi mesi del 1970, grazie alle rivelazioni di un insegnante di Maserada sul Piave, Guido Lorenzon, le indagini avevano invertito la rotta, imboccando la “pista nera”. I responsabili della strage furono individuati tra gli appartenenti all’organizzazione di estrema destra “Ordine Nuovo”. Poi nuovi indagati, verdetti, assoluzioni. Dopo mezzo secolo la strage che diede il via agli anni del terrorismo in Italia, non ha colpevoli. •

Mauro Sartori
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