14 luglio 2020

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14.01.2020

RAFFAELLO SUPERSTAR IN MOSTRA

Raffaello Madonna del Granduca- Uffizi Firenze Raffaello – La Velata. Uffizi di Firenze Raffaello Madonna del Granduca. Uffizi Firenze Raffaello – La Velata. Uffizi di Firenze
Raffaello Madonna del Granduca- Uffizi Firenze Raffaello – La Velata. Uffizi di Firenze Raffaello Madonna del Granduca. Uffizi Firenze Raffaello – La Velata. Uffizi di Firenze

Sarà l’anno di Raffaello. Le celebrazioni sono iniziate già da qualche mese per il 500° della morte e ora una grande mostra si aprirà alle Scuderie del Quirinale a Roma, con 200 capolavori, di cui oltre 100 del pittore urbinate. Dal 5 marzo al 2 giugno Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, viene celebrato nella capitale dove morì il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni. La mostra celebra anche i 20 anni di attività delle Scuderie come sede espositiva. ROMA. L'esposizione, intitolata semplicemente “Raffaello” è l'apice delle celebrazioni mondiali per i 500 anni dalla scomparsa dell'artista, evento di punta del programma approvato dal Comitato nazionale istituito dal ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci, già alla guida dei Musei Vaticani. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla presidenza della Repubblica, gestite dal Mibact), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro. Il comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato il lavoro dei curatori, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny già direttore National Gallery di Londra, Barbara Jatta direttore dei Musei Vaticani, Dominique Cordellier del Musée du Louvre, Achim Gnann dell’Albertina di Vienna), Alessandro Nova del Kunsthistorisches Institut di Firenze. In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna con capolavori delle loro collezioni: tra questi, in Italia, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo archeologico nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. L'esposizione, che trova ispirazione nel periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. «La mostra su Raffaello - osserva il ministro Franceschini - è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte». URBINO. Fino al 19 gennaio prosegue ad Urbino, al Palazzo Ducale, la mostra ”Raffaello e gli amici di Urbino”, promossa ed organizzata dalla Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Peter Aufreiter, curata da Barbara Agosti e Silvia Ginzburg. Nella sua città natale si rileggono le relazioni di Raffaello con un gruppo di artisti operosi a Urbino che accompagnarono, in dialogo ma da posizioni e con stature diverse, la sua transizione verso la maniera moderna e i suoi sviluppi stilistici durante la memorabile stagione romana. Fondamentale il ruolo giocato da Pietro Perugino nel primo tratto dell’attività di Raffaello; in parallelo il rapporto con i concittadini Timoteo Viti e Girolamo Genga, le ricerche dei quali si intersecarono con il periodo fiorentino e con l’attività romana del Sanzio. Di Raffaello sono esposti nove dipinti, tra cui la Madonna Conestabile proveniente da San Pietroburgo, la Madonna Colonna da Berlino, altre due Madonne dalla National Gallery di Londra, e le due opere che fanno parte delle collezioni permanenti della Galleria Nazionale delle Marche, la Santa Caterina di Alessandria e il Ritratto di Gentildonna detto La Muta. •

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