14 ottobre 2019

Cultura

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01.09.2019

POESIA E SUONI SU LONDRA

C. Moorman, Bomb Cello, 1984Dick Higgins, Symphony n. 245. Maestoso, 1981George Brecht, Water Yam, New York, Fluxus Edition, 1963
C. Moorman, Bomb Cello, 1984Dick Higgins, Symphony n. 245. Maestoso, 1981George Brecht, Water Yam, New York, Fluxus Edition, 1963

La Fondazione Bonotto di Molvena guarda all’Europa. Poesia, musica, mostre, avvenimenti culturali, correnti letterarie e tutto ciò che in questi anni Luigi Bonotto ha raccolto ed “esportato” dalla sua “fabbrica d’arte”. Ma ci sono particolarità, ambiti nei quali Bonotto fa scuola. Su tutti Fluxus, riconosciuto nel tempo come uno dei più influenti movimenti artistici del Novecento, anticipatore di intere correnti successive: dal concettuale alla performance, fino ad arrivare alla video-art. E di questa corrente artistica la Fondazione Bonotto possiede la più grande raccolta in Italia. Raccolta che- dal 3 settembre al 2 febbraio 2020- si potrà vedere alla “Whitechapel Gallery” di Londra che ospiterà la mostra “Sense Sound / Sound Sense” a cura di Patrizio Peterlini direttore della Fondazione e Walter Rovere. Il progetto espositivo- dedicato alle partiture musicali, ai dischi e al rapporto con la musica dei movimenti Fluxus e Zaj, nato nel 2016 dalla collaborazione tra la Fondazione Bonotto e la Fondazione Musica per Roma - sarà presentato in un nuovo allestimento arricchito da documenti mai esposti in precedenza. Si tratta della prima rassegna nel Regno Unito della collezione vicentina. «Non posso che essere soddisfatto di questa opportunità e riconoscimento- spiega Luigi Bonotto -. Del resto la mia vita è trascorsa non solo collezionando arte, ma soprattutto raccogliendo l’opera di uomini di cultura. Non dimenticando che l’arte non ha uno scopo prettamente economico ma, soprattutto, sociale ecco perchè ho abbandonato movimenti che avevano invertito quella che considero una condizione essenziale. E da questo sono nate amicizie importanti che hanno fatto di Fluxus e della poesia un’esperienza straordinaria in mano ad uomini, artisti, che cercavano di costruire, di donare al pubblico qualcosa di innovativo, differente, altro con i quali mi sono trovato in perfetta sintonia. Nominarli? John Cage su tutti, ma anche Yoko Ono e altri». Non è la prima volta che la Fondazione espone all’estero, a marzo toccò al Palais de Tokyo di Parigi con “la Voix Libèrèe”, curata sempre dal direttore della Fondazione, Peterlini. Versi senza libri che abbracciavano i cinque Continenti con ottanta voci tra passato e presente. La “Whitechapel Gallery” ha presentato in anteprima artisti di fama mondiale: Pablo Picasso, Jackson Polloch, Mark Rothko e Frida Khalo, a testimonianza dell’importanza dell’esposizione della Fondazione di Molvena. Nel 1969, John Cage, in collaborazione con l’artista Fluxus Alison Knowles, pubblicò “Notations”, un poderoso compendio sulle innovazioni apportate dalla musica sperimentale internazionale alle funzioni e ai metodi della notazione (costituito da una grande collezione di partiture grafiche di 269 autori provenienti dalla Foundation for Contemporary Performance Art). E proprio “Notations” è il punto di partenza del progetto “Sense Sound / Sound Sense, la rassegna, infatti, ha una forte componente interattiva tecnologica per cui è possibile ascoltare molte partiture o vederne un’esecuzione storica, inoltre ci saranno sculture sonore e concettuali, strumenti autocostruiti, poster e documenti originali, dischi e libri d’artista ad argomento musicale. In mostra opere di Eric Andersen, George Brecht, Joseph Beuys, John Cage, Giuseppe Chiari, Philip Corner, Willem De Ridder,Juan Hidalgo, Dick Higgins, Robert Filliou, Henri Flynt, Toshi Ichiyanagi, Joe Jones, Milan Knizak, Takehisa Kosugi, George Maciunas, Jackson Mac Low, Walter Marchetti, Emmett William, Charlotte Moorman, Yoko Ono e altri. •

Chiara Roverotto
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