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28.04.2017

MIGLIOR PROF
LEZIONI AL PUB

Luca Longo, 36 anni,  di Varese eletto National Teaching Hero 2016
Luca Longo, 36 anni, di Varese eletto National Teaching Hero 2016

Per tutti ormai è “Il professore più amato dagli studenti”. Ma Luca Longo, 36enne originario di Varese, residente a Dublino da alcuni anni, è oggi soprattutto un ricercatore. Professore al Dublin Istitute of Technology e membro del centro di ricerca di Intelligenza Applicata, Longo è stato eletto dai suoi studenti National Teaching Hero 2016 ricevendo il premio direttamente dal Ministro dell’istruzione irlandese; unico italiano insieme a più di trenta colleghi anglosassoni, selezionati tra ottocento candidati. Oggi, come ricercatore, si muove nel campo dell’intelligenza artificiale, soffermandosi sulla modellazione di lavoro cognitivo. Tematiche che affronterà al Tedx di Vicenza il prossimo 6 maggio al teatro Comunale.

Longo, perché dopo la laurea specialistica ha deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi a Dublino?

Per seguire il corso di dottorato di ricerca. Avevo già visitato questa città che mi aveva entusiasmato per la sua vitalità e le opportunità che offriva. Ho vinto una borsa di studio governativa ed ho conseguito il dottorato di ricerca al Trinity College.

Come fu il primo impatto con la realtà irlandese?

Difficoltoso, soprattutto per il mio inglese approssimativo, ma anche per problemi di alloggio. Il mio entusiasmo, l'impegno duro e costante, e la forte motivazione, mi hanno però permesso di superare gli ostacoli e di raggiungere l'obiettivo prefissato.

Che cosa ha provato quando ha saputo di essere stato eletto National Teaching Hero 2016?

Incredulità, emozione e gratificazione perché ho capito che l'impegno e la passione che ho dedicato all'insegnamento, mi confermano la validità delle scelte metodologiche adottate.

A proposito delle sue scelte, i suoi studenti apprezzano molto il suo modo di insegnare, secondo lei perché?

Sono proprio loro, infatti, che eleggono il loro Teaching Hero. Quando ero studente anch'io mi annoiavo molto perché le lezioni erano molto spesso passive, nel senso che da una parte c'era l'insegnante che spiegava e dall'altra lo studente che ascoltava. Invece cerco sempre di impostare lezioni interattive, coinvolgendo i miei studenti con continue domande. Inoltre, adotto metodi pedagogici basati sull'uso di narrative e faccio uso di sistemi multimediali e di nuove tecnologie. In questo modo l'attenzione dei ragazzi che partecipano ai corsi e l'interesse rimangono alti e si facilita l' apprendimento.

È vero che alcune sue lezioni si concludono al pub, tra libri, appunti e pinte di birra?

Non è certamente una prassi ma talvolta può capitare che, rimanendo magari qualche dubbio negli studenti, ci spostiamo al pub più vicino. Qui, in un'atmosfera più rilassata, cerco di dissipare le ultime perplessità e ridurre il divario che c'è fra insegnante e studente.

Oltre che professore, lei è anche ricercatore. Ci parla del suo campo di ricerca, l’Intelligenza artificiale?

La ricerca è la mia vera passione. Sin dalla tesi di laurea approfondisco lo studio dell'intelligenza artificiale. È diventata una disciplina molto rilevante per studiare l'intelligenza umana e fornire benefici alla nostra specie. Inoltre, con lo sviluppo tecnologico esponenziale, lo studio di questa materia ha avuto una forte accelerazione negli ultimi anni.

Che progetti ha per il futuro? Vorrebbe tornare in Italia o non riesce più a vedersi lontano da Dublino?

Mi vedrei lontano da Dublino, e prenderei in considerazione l'idea di tornare in Italia, se si creassero i presupposti per continuare nel mio ambito di ricerca e proseguire nell'insegnamento universitario supportato da un sistema meritocratico.

Di cosa parlerà durante il suo intervento al Tedx di Vicenza?

Parlerò della mia ricerca sull’intelligenza artificiale, delle sue applicazioni teoriche e pratiche, e del suo futuro, e terminerò il mio discorso con una provocazione.

Marco Marini
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