17 giugno 2019

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17.03.2019

LA POESIA RISUONA NELL’ARIA

Il Palais de Tokyo a Parigi , il più vasto museo europeo  di arte contemporanea Bernard Heidsieck, Milano 1986Una performance del poeta italiano Giovanni Fontana Henri Chopin, Audiopoemi, Tangent Records Londra 1971, copertinaDa sinistra Lorenzo, il padre Luigi e Giovanni Bonotto
Il Palais de Tokyo a Parigi , il più vasto museo europeo di arte contemporanea Bernard Heidsieck, Milano 1986Una performance del poeta italiano Giovanni Fontana Henri Chopin, Audiopoemi, Tangent Records Londra 1971, copertinaDa sinistra Lorenzo, il padre Luigi e Giovanni Bonotto

Una mostra da ascoltare. Da soli, in una sala buia e spoglia, “forzati” al puro ascolto del suono che emana da circa 80 audio tutti provenienti dalla vicentina Collezione Bonotto di Molvena scrigno dell’arte Fluxus. Un suono non esposto, ma a cui si è esposti. Un’onda sonora che impatta sul corpo del visitatore come una vibrazione e si propaga nello spazio, e per il mondo, dentro e fuori il Palais de Tokyo a Parigi, il più vasto museo europeo di arte contemporanea, sede della mostra “La Voix Libérée. Poésie Sonore” che s’inaugura il 21 marzo, Giornata mondiale della Poesia, curata da Eric Mangion e Patrizio Peterlini direttore della Fondazione Bonotto in co-produzione con il museo parigino. «Dal balbettio all’urlo al soffio, in nome della varietà espressiva, la mostra riunisce senza cronologia, né gerarchia e nostalgia, circa 80 voci del passato e del presente, provenienti dai cinque continenti, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Rilanciati -spiega Peterlini- in una rete internazionale di radio, siti web e spazi dedicati alla poesia e all’arte, con serate “in eco” con la mostra parigina, come antenne pronte a ricevere il segnale emesso dal Palais de Tokyo verso il mondo: dallo Zambia al Brasile, dal Messico alla Slovenia, dal Portogallo agli Usa» Germinata dalle avanguardie storiche (futurismo, dadaismo, surrealismo, lettrismo, fluxus) e rinata nella cultura underground del dopoguerra, la poesia sonora non si "recita" più né si "declama", il testo semplice spartito? Prima di tutto è una poesia che si libera dal libro quindi dalla lettura, ma anche delle parole e della semantica che assumono una consistenza sonora: declamate, ripetute, sussurrate, distorte, frammentate o inventate. Non solo parole ma onomatopee, balbettii, echi, risonanze, rumori di casa, respiri, soffocamento, tintinnio, vibrazioni, sfregamenti, persino urla da pazzi, grida di dolore e suoni di animali. Quale l’intento? La poesia sperimentale d’avanguardia nasce con il dichiarato intento di rinnovare la poesia. Meglio ancora, di risuscitare la poesia considerata, nella sua forma lineare classica, oramai morta, esausta nelle sue forme e nel suo linguaggio con un profondo rinnovamento in modo che possa ritornare (o forse iniziare?) a dire qualcosa di reale del soggetto. La voce viene registrata e manipolata con l’uso della tecnologia: perché? La Poesia Sonora indagando tutte le possibilità offerte dall’apparato fonatorio esaltate dall’utilizzo dei mezzi di registrazioni apre la speranza di una sorta di ritorno ad un linguaggio puro, una specie di linguaggio mitico transnazionale che comunica senza bisogno di articolare parole codificate. Bob Cobbing ne parlava come di “una forma di linguaggio più primitivo che risale a prima della trasformazione dei suoni espressivi in parole convenzionali e rimanda a un’epoca in cui la voce umana era più vibrante, più potentemente corporale. Come è concepita la mostra? Esporre il suono è una sfida. La soluzione è venuta pensando all’aspetto performativo che caratterizza la Poesia Sonora. Se è vero che le opere circolano solo sotto forma di disco, o altro supporto, e che la Poesia Sonora si sia sviluppata proprio grazie alla diffusione di economici mezzi di registrazione, è nell’esecuzione live che essa trova la sua dimensione più significativa. Su cosa si basa questa collaborazione tra Fondazione Bonotto e Palais de Tokyo? Nasce da una volontà antistoricista: non volevamo fare una mostra storica, per specialisti, ma qualcosa di contemporaneo e rivolto ad un pubblico più ampio. Il museo parigino è uno dei luoghi più attenti alle nuove tendenze del contemporaneo con un pubblico giovane. Sebbene la Poesia Sonora sia una pratica per certi versi “storica”, che inizia nell’immediato secondo dopoguerra, la sua storia non cessa di svilupparsi grazie ai molti giovani artisti, in tutto il mondo, impegnati a rinnovarla. Questa continuità evidenzia la contemporaneità di una pratica che, forse grazie anche alla sua difficile collocazione, permette tuttora una grande libertà di espressione e di ricerca. Poesia come libertà? La poesia sembra ancora una volta proporsi come l’unica pratica grazie alla quale l’essere umano, nella propria singolarità, può andare oltre ogni limite e tabù e esprimersi liberamente. Come si legge in un testo di Arrigo Lora Totino, padre della poesia sonora italiana, conservato nella Collezione Luigi Bonotto “dietro al velo del parlare “corretto” si intravede l’origine del linguaggio nell’universo amorfo del grido, del mugolio ancestrale”. Il Catalogo App si può scaricare gratis sul posto (versione IOS e Android), disponibile su Play Store e Apple Store, fuori dal Palais. •

Floriana Donati
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