17 giugno 2019

Cultura

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12.04.2019

IL JACQUARD CUORE VERDE

Il verde esuberante del Giardino Jacquard, oggi interamente fruibile
Il verde esuberante del Giardino Jacquard, oggi interamente fruibile

rMagnolie, cipressi e sequoie. E statue, anche curiose, rocce e grotte, sentierini. Un verde eclettico che nella seconda metà dell’Ottocento incarnava un’evasione romantica nella natura. E’ il Giardino Jacquard di Schio, un luogo raccolto e che a lungo ha sofferto l’abbandono. Domani dalle 16, nell’ambito di una festa di Primavera, il giardino viene riaperto dopo un intervento triennale per il suo recupero: ci saranno il sindaco Orsi, la Fondazione Cariverona, il Fondo ambiente Italiano, il direttore dei lavori Giorgio Cocco. Proprio grazie al Fai, questo giardino con l’annesso teatro sono tornati alla ribalta nel 2012 quando in occasione della campagna “I luoghi del cuore“ e del sesto censimento sugli angoli d’Italia da salvare, il giardino scledense raccolse oltre 11 mila voti on line. Esauriti i fondi primari, il Fai di Milano, anche traverso la sezione di Vicenza, si è adoperato perchè il Jacquard potesse essere recuperato, grazie a 30 mila euro revocati ad un altro progetto. Il restauro, parzialmente già avviato dal Comune di Schio, ha conosciuto così un’accelerazione e oltre al giardino è stato possibile recuperare anche il teatro annesso, dove era crollato il tetto. Un anno e mezzo fa, a lavori ultimati, il Comune ha avviato anche la ricomposizione botanica e la sentieristica del giardino che ora viene riaperto. In nove edizioni e 17 anni del progetto sui Luoghi del cuore, il Fai ha finanziato 92 progetti e raccolto 7 milioni di voti, con 37 mila luoghi segnalati in una attività di salvaguardia in cui il Fondo è interlocutore diretto del ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Il giardino scledense rappresenta un unicum in provincia, frutto di una delle prime collaborazioni tra l’imprenditore del tessile Alessandro Rossi e l’architetto Antonio Caregaro Negrin: è un esempio di geometria nel verde in cui diversi stili si incontrano e si incrociano, dove potature regolari e stilizzate convivono con essenze esotiche esuberanti, un giardino d’impeto come sono spesso chiamati i luoghi tardoromantici. Allievo di Jappelli e Bagnara, Caregaro Negrin qui inventò dietro le cancellate una scenografia, di ninfeo e serre, di grotte e aiuole, di panchine e decori neogotici, di sculture animali, realizzando il tutto tra il 1858 e il 1878. La statua del committente campeggia su un mondo di fantasia inserito tra i complessi industriali, a ridosso di un teatro di belle proporzioni - 800 posti - intitolato anch’esso a Joseph Marie Jacquard, inventore di un telaio per tessitura che consente disegni elaborati e che utilizzò le schede perforate, antenate di una moderna memoria da computer. Visite guidate sono previste domani e domenica alle 17.15 e alle 18. •

N.M.
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