28 settembre 2020

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16.04.2020 Tags: Luis Sepúlveda

Il coronavirus uccide Luis Sepúlveda
Lo scrittore cileno aveva 70 anni

Luis Sepúlveda è morto oggi nell’Ospedale Universitario Central de Asturias (Oviedo), dove era stato ricoverato a fine febbraio, dopo avere contratto il coronavirus. Lo scrittore risiedeva a Gijon (nelle Asturie) dal 1997, con la moglie Carmen Yanez, poetessa cilena e grande amore di una vita. Gli era stato diagnosticato il coronavirus dopo il suo ritorno dal festival della letteratura "Correntes dÈscritas", tenutosi a Povoa de Varzim, in Portogallo.

 

Combattente, arrestato due volte e condannato all’esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato contro l’invisibile nemico fino all’ultimo all’ospedale di Oviedo, nelle Asturie. Amatissimo dal suo pubblico, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" che lo ha consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età.

 

Luis Sepúlveda era stato ospite a Vicenza, al Teatro Olimpico nel novembre del 2011 in un evento speciale promosso dall'Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza e organizzato dalla Libreria Galla, per presentare il libro "Ultime notizie dal Sud". Nato come la cronaca di un viaggio compiuto da due amici - lo stesso Sepúlveda e il fotografo Daniel Mordzinski - a sud del 42° parallelo, all'interno della sterminata steppa patagonica.

 

 

Nel giugno 2016 lo scrittore cileno, che aveva dato alle stampe il romanzo “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” fu ospite della rassegna “Resistere”, organizzata dalla Libreria Palazzo Roberti in collaborazione con il Comune di Bassano.

 

Autore di oltre 20 romanzi, libri di viaggio, saggi e sceneggiature, Sepúlveda vinse il Premio Tigre Juan del 1989 con il suo romanzo "Il vecchio che leggeva romanzi d’amore" (pubblicato in Italia nel 1993, con cui aveva conquistato la scena internazionale) ed il Premio Primavera de Novela nel 2009 con "L’ombra di quel che eravamo".

Lo scorso ottobre aveva compiuto 70 anni festeggiati a Milano in un evento organizzato dalla sua casa editrice italiana, Guanda.

Innamorato dell’Italia dove le sue opere hanno superato complessivamente gli otto milioni di copie e dove lettori e fan lo hanno sempre ricambiato con incontri affollatissimi da un pubblico di ogni età, vincitore del Premio Hemingway per la Letteratura, del Premio Chiara alla carriera e insignito di una Laurea Honoris Causa in Lettere dall’Università di Urbino.

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