24 giugno 2019

Cultura

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10.11.2018

«Il Quotidiano in Classe, esempio per gli Stati Uniti»

Il presidente Andrea Ceccherini con Laurene Powell Jobs
Il presidente Andrea Ceccherini con Laurene Powell Jobs

FIRENZE «Quando ho letto del progetto Il Quotidiano in Classe, ho pensato di chiedere ad Andrea: “Puoi per favore venire negli Stati Uniti ed esportare questa esperienza? Ognuno di voi deve pensare di prendere i benefici di questo progetto e condividerli con altri giovani, per capire le cose reali attraverso il proprio pensiero critico». Lo ha detto Laurene Powell Jobs, fondatrice e presidente di Emerson Collective, vedova del creatore di Apple, Steve Jobs, parlando al Teatro Odeon di Firenze davanti a un migliaio di studenti delle scuole superiori italiane che partecipano al progetto «Il Quotidiano in Classe» dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori, che ha accettato l’invito di Andrea Ceccherini, per aprire l’edizione 2018-2019 dell’iniziativa di media-literacy. Spiegando le ragioni del progetto il presidente Andrea Ceccherini ha dichiarato: «Una persona cresce nella cultura del confronto, non dell’affronto. Una persona cresce quando si apre, non quando si chiude». Proseguendo nel suo intervento Ceccherini, parlando degli insegnanti, li ha ringraziati del lavoro svolto in classe e soprattutto per gli effetti generati dal progetto grazie al loro impegno definendoli come «il vero motore de Il Quotidiano in Classe» e soprattutto come degli «autentici eroi civili» dicendo rivolto agli studenti: «E lo sanno bene quegli insegnanti che partecipano a Il Quotidiano in Classe, insegnanti che hanno capito come la loro funzione non sia più solo quella di formatori di studenti ma di educatori di cittadini. E gli educatori, come diceva proprio Emerson», ha concluso Ceccherini, «sono quelle persone che sanno rendere facile ciò che è difficile. Ringraziamoli». L’incontro, moderato e condotto da Maria Latella, conduttrice di SkyTg24, Radio 24 mattino ed editorialista de Il Messaggero, è un evento che si inserisce nell’ambito dei «Nuovi Incontri per il Futuro», il ciclo di grandi incontri dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, che da quattro anni riunisce e raccoglie i leader del mondo dell’hi-tech della Silicon Valley e non solo. E così dopo il presidente di Google Eric Schmidt, il Ceo di 21st Century Fox James Murdoch, il fondatore di WhatsApp Jan Koum, il Ceo di Apple Tim Cook, è stata la volta di Laurene Powell Jobs. Fondatrice e presidente di Emerson Collective, gestisce una delle organizzazioni più attive nel comparto sociale, incentrata sull’eliminazione delle barriere alla giustizia per le persone, le famiglie e le comunità negli Stati Uniti e nel mondo. È stata proprio lei a tagliare, insieme ad Andrea Ceccherini, il nastro della nuova edizione del «Quotidiano in Classe», il progetto dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, assoluto leader in Italia. Un progetto dedicato a sviluppare il pensiero critico dei giovani, che nell’era dominata dalle fake news, ha conquistato un ruolo da protagonista, assolvendo ad un bisogno tra i più avvertiti: quello di allenare i giovani a distinguere le fonti credibili da quelle che non lo sono, insegnando loro a riconoscere l’attendibilità di una notizia. Un esercizio fondamentale in una democrazia. Nel corso dell’incontro Laurene Powell Jobs è stato sollecitato da numerose domande dei giovani, sui temi più diversi. Alla fine, quello che ne è venuto fuori è stato un incontro vero, senza filtri, e molto partecipato. L’apertura non poteva che essere caratterizzata dalla case-history di Emerson Collective e dell’impegno che questa organizzazione mette per migliorare la vita degli individui e per rafforzare sempre di più la democrazia. Una bella storia da raccontare ai giovani. E’ stata poi l’occasione per affrontare altri temi, tra i quali le elezioni americane di mid-term e l’impegno a favore del giornalismo e degli investimenti nei media. L’incontro con la Powell Jobs si è chiuso con una standing ovation e un tripudio di selfie con l’ospite. •

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