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12.04.2012

L'assessorato diventa ufficio di collocamento

Juri Devigili, segue i disoccupati
Juri Devigili, segue i disoccupati

«Il Comune è diventato un ufficio di collocamento. Stiamo svolgendo una funzione che in tempi normali, non di crisi per intenderci, non ci sarebbe mai stata. Non certo in una delle province più industrializzate d'Italia, dove il tasso di disoccupazione, fino a dieci anni fa, non riguardava nessuno». Juri Devigili è il responsabile, nell'assessorato allo Sviluppo economico di palazzo Negrisolo, del “Patto sociale per il lavoro vicentino”, che ha messo in campo quasi cinque milioni di euro per fronteggiare una crisi che in pochi anni ha fatto perdere migliaia e migliaia di posti di lavoro. E, a partire dall'aprile dello scorso anno, 750 disoccupati hanno bussato alle porte dell'assessorato per chiedere un lavoro, un corso di formazione, una ricollocazione. Un modo per uscire da una situazione disperata e per imboccare una strada che avesse se non un'uscita sicura, almeno un'opportunità per raggiungere un'impresa in grado di prendere in considerazione la possibilità di un'assunzione o di un contratto. Ma come arrivano queste persone in Comune? «Metà ci vengono inviate dagli assistenti sociali del Comune - prosegue Devigili - e, quindi, dietro ci sono situazioni particolari, già monitorate. Tra loro troviamo immigrati oppure italiani con tassi di scolarizzazione bassi. Gli altri si affidano a internet, leggono i giornali e poi il passaparola rimane il veicolo informativo che va per la maggiore. E, infine, ci sono professionalità che rientrano in categorie precise: disegnatori cad, magazzinieri, segretarie che sono disponibili a rivedere il loro percorso professionale. Per tutti, dopo aver lasciato nome, curriculum, c'è sempre la solita domanda: Quando mi chiamate? Quando inizio a lavorare». E qui nasce l'equivoco: il Comune non è un ufficio di collocamento. In questo momento è in grado di attivare alcuni tirocini, 84 quelli già avviati con palazzo Trissino, Aim, Acque vicentine, con la Provincia e con associazioni no profit. «Durano massimo 6 mesi - prosegue il responsabile - vengono pagati 4 euro netti all'ora con i finanziamenti del Patto. In Comune ci sono 36 ore settimanali, 38 ad Acque Vicentine per un totale di circa 550-600 euro al mese. In Comune le mansioni sono di natura amministrativa in appoggio a qualche segreteria, mentre ad Aim i lavoratori si possono occupare di verde pubblico o di altre strutture. Naturalmente sia il Comune che le amministrate subiscono il blocco delle assunzioni, alcuni trovano un'occupazione prima della scadenza, ma sono pochi. Il patto - conclude Devigili - potrebbe essere migliorato: con i consulenti del lavoro si apriranno spiragli maggiori. Purtroppo è mancata l'adesione delle categorie economiche: artigiani, industriali, commerciati, piccole e medie imprese. Se potessimo contare anche sul loro aiuto, forse potremo fornire più risposte».

Chiara Roverotto
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