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31.10.2011

«Aperta la caccia: troppi
cani e gatti morti impallinati»

Caccia ancora al centro di polemiche: troppi animali domestici colpiti
Caccia ancora al centro di polemiche: troppi animali domestici colpiti

Gatti impallinati, cani che hanno fatto la stessa fine. Il Comitato protezionista vicentino, mai come in questi ultimi mesi ha assistito - come sostiene il suo portavoce Renzo Rizzi - alla mattanza dei migliori amici dell'uomo. 42 in due mesi dall'apertura della caccia. «Segnalazioni sono arrivate da Costabissara, Lonigo, Grisignano, Sandrigo, Barbarano, Montegaldella, Montebello, Rotzo, Mussolente, Torri di Quartesolo, Marostica, Nove e da tanti altri paesi della provincia. La storia - ribadisce Rizzi - è sempre la stessa, gli animali fanno ritorno a casa sanguinanti, altri spariscono per sempre, o vengono ritrovati con il corpo crivellato dai pallini lasciando famiglie incredule. I dati sono stati raccolti dalle associazioni di protezione vicentine e dalle guardie zoofile e riguardano solo i primi due mesi di caccia del 2011, ma i casi non segnalati potrebbero essere molti di più. Il dato che non lascia spazio a dubbi - prosegue - è quello relativo all'identificazione dei responsabili: nessuno dei cacciatori è stato individuato. In sostanza, nessuno ha dichiarato di avere commesso un errore, dando al proprietario dell'animale i propri dati e riferimenti assicurativi, meno che meno altri cacciatori hanno denunciato il comportamento dei loro colleghi».
Rizzi cita casi, nomi, animali. Qualcuno si è rivolto ai carabinieri, altri lasciano perdere, perchè sanno che è una partita persa fin dall'inizio. «Invece- aggiunge Rizzi - non deve essere così - abbiamo notato un imbarbarimento, il mancato rispetto delle regole da parte dei cacciatori è palese. Non rispettano le misure di sicurezza dalle abitazioni oppure dalle strade, e poi il piano faunistico che dovrebbe durare 5 anni è in vigore da otto e questo ha comportato anche una trasformazione del territorio, che evidentememte non è ben tollerata. A febbraio del 2012 dovrebbe scadere ci auguriamo ci siano correttivi utili ad evitare fenomeni del genere». Andrea Calzavara è medico veterinario residente a San Giovanni in Monte, hanno sparato alla sua gatta pochi giorni fa. È stata trovata con il corpo crivellato dai pallini «Dove abito - ha detto il medico - ci sono molti cacciatori, sparano in continuazione, non ho mai avuto contrasti o alterchi con nessuno di loro, non mi spiego comportamenti così efferati e gratuiti».
«Cani e gatti - conclude Renzo Rizzi - non sono prede inserite nel calendario venatorio, sono protetti dalle leggi, sono animali che devono essere rispettati in quanto di proprietà, sono animali d'affezione, ammazzarli vuol dire fare del male anche ad una famiglia. L'assessore provinciale Marcello Spigolon proponga in Regione una modifica della legge 50/93, con un inasprimento della pena per chi si rende responsabile di queste crudeltà gratuite, in primis la revoca immediata della licenza di caccia, e quindi la sospensione per almeno cinque anni».C.R.

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